SABATO 19 - MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA CONTRO IL DDL BOSSI-FINI


PER LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 19 
TRENO SPECIALE DA PORTA NUOVA ORE 5.40 di Sabato 19 gennaio
Biglietto a prezzo ridotto:
Immigrati/e 10000,Tutti/e gli/le altri/e 50000
Prenotazioni ai seguenti telefoni:
Carlo 011/8178473
Giovanni 335 6587032
Silvia 335 5652176
Igi 011 856589



CONTRO IL DISEGNO DI LEGGE BOSSI-FINI
PER L’USCITA DALLA CLANDESTINITA’
PER I DIRITTI DI CITTADINANZA

Nelle prossime settimane il Parlamento sarà chiamato a votare il disegno di legge approvato dal Governo, che prevede sostanziali modifiche alla attuale legge in tema di immigrazione.
Le modifiche proposte sono tutte rivolte a peggiorare le condizioni di vita di tutti i migranti presenti in Italia, abbiano o meno il permesso di soggiorno: si può ben dire che non sia una legge sull’immigrazione, ma una legge contro gli immigrati.
Nessun migrante può sentirsi al riparo dagli effetti che l’approvazione del disegno di legge provocherebbe; è sufficiente ricordarne alcuni dei punti più significativi:
1.      la durata della validità del permesso di soggiorno rilasciato dopo il primo rinnovo non potrà superare i due anni;
2.      l’immigrato che perderà il posto di lavoro potrà iscriversi al collocamento per un periodo di sei mesi, dopo di che, se non avrà trovato un’occupazione, avrà la revoca del permesso di soggiorno;
3.      la carta di soggiorno verrà rilasciata dopo sei anni di permanenza regolare, anziché cinque;
4.      il ricongiungimento familiare verrà limitato di fatto al solo coniuge e ai figli minori;
5.      verrà abolita la prestazione di garanzia per l’inserimento nel mercato del lavoro (il cosiddetto “sponsor”);
6.      verranno poste ulteriori condizioni e limitazioni alla possibilità di ingresso per lavoro;
7.      l’immigrato che abbandonerà definitivamente l’Italia non potrà più chiedere la liquidazione dei contributi versati per la previdenza obbligatoria;
8.      l’espulsione sarà eseguita immediatamente, prima di qualsiasi possibilità di controllo da parte della magistratura: sarà poi possibile fare ricorso per il tramite delle rappresentanze diplomatiche italiane all’estero;
9.      l’immigrato espulso non potrà tornare in Italia per dieci anni, anziché per cinque;
10.     saranno costruiti 10 nuovi centri di detenzione entro il 2004 (e questi saranno addirittura finanziati con i contributi degli immigrati che rientreranno nel paese di origine) e sarà aumentata la durata della segregazione nei centri dai 20 giorni più 10 attuali a 60 giorni;
11.     chi non rispetta l’ordine di lasciare il territorio entro 5 giorni o chi ritorna dopo essere stato espulso, verrà arrestato, processato per direttissima, e condannato. Il carcere (più dei centri di detenzione) sarà il vero strumento di controllo dell’immigrazione;
12.     i richiedenti asilo, in attesa della decisione della loro sorte da parte di commissioni di impronta poliziesca, saranno segregati in sezioni speciali di centri permanenza temporanea.

Questa legge porterà a legare indissolubilmente la presenza dell’immigrato alla disponibilità di un lavoro, e quindi provocherà una sorta di nuova schiavitù: quella del migrante col contratto di soggiorno per lavoro, in cui il datore di lavoro diventerà padrone del destino del suo dipendente, che potrà essere assoggettato ad ogni tipo di imposizione e ricatto.
Questa legge restringerà i canali di ingresso legale in Italia e renderà più facile il passaggio dalla condizione di regolarità a quella di irregolarità, così finendo col favorire la clandestinità, che è condizione subìta, e non voluta, dagli immigrati, che sono le uniche reali vittime, perché al “clandestino” non sono riconosciuti nemmeno i diritti minimi della persona.
Questa legge condannerà insomma i migranti a vivere un presente sempre più precario e un futuro sempre più incerto.