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APPELLO URGENTE PER UNA MOBILITAZIONE SOCIALE A TORINO
Lo stato di guerra globale permanente, nel quale il
mondo è entrato dopo l'11 settembre, sta mostrando,
oltre al risvolto militare, anche quello economico e
sociale.
Il governo di centro-destra, che oggi in Italia
rappresenta lil miglior interprete delle politiche
neoliberiste che si stanno attuando su scala globale,
dopo aver mobilitato le truppe in Afghanistan, si
accinge ad attuare un forte attacco ai diritti sociali
e di cittadinanza.
La portata reazionaria delle politiche del governo
Berlusconi è esemplificata dall'attacco all'articolo
18 dello Statuto dei Lavoratori, una delle conquiste
sociali più avanzate della nostra democrazia, attacco
che si colloca in un contesto di indiscriminata
precarizzazione del mondo del lavoro.
In questo quadro si inseriscono:
- la legge Bossi-Fini, i cui inaccettabili contenuti
razzisti introducono uno stretto legame tra permesso
di soggiorno e contratto di lavoro, rendendo i
lavoratori stranieri ricattabili e di fatto totalmente
in balia del loro datore di lavoro;
- l'attacco alla scuola pubblica e il tentativo di
rendere l'università funzionale al mercato e agli
interessi dell'industria;
- l'attacco ai diritti e all'autodeterminazione delle
donne, rinchiuse nella famiglia-ammortizzatore
sociale;
- la "riforma" delle pensioni e l'attacco al welfare;
- la politica di distruzione dell'ambiente e del
territorio.
Per questo valutiamo positivamente le iniziative di
mobilitazione sindacale che intendono coerentemente
battersi contro queste politiche.
Venerdì 15 febbraio lo sciopero generale indetto dal
sindacalismo di base ed extraconfederale ha visto il
sostegno del movimento contro la globalizzazione
capitalista, di social forum locali, dei
Disobbedienti, del movimento studentesco. Il 15
febbraio dimostra che con una piattaforma sociale
chiara e alternativa, partendo dai bisogni sociali,
valorizzando un movimento plurale ed articolato, si
può restituire al conflitto sociale la sua centralità.
La scelta della CGIL di dichiarare lo sciopero
generale per il 5 aprile per contrastare le politiche
di Confindustria e del governo è un segnale che
riteniamo positivo.
Pensiamo altresì che il nostro ruolo di “social
forum”, lungi dal sostituirsi all’azione delle forze
sindacali, debba essere quello di stimolare e ampliare
l’opposizione sociale alle politiche neoliberiste,
contro le quali siamo scesi in piazza a Genova ed in
tantissime altre occasioni.
La nostra città vive sulla propria pelle queste
politiche: è sede di uno smantellamento industriale
che mette a rischio migliaia di posti di lavoro (vedi
la Ficomirrors); è stata recente teatro di repressione
dei migranti e dell’informazione indipendente (vedi
Indymedia); è una città che si appresta ad “ospitare”
le Olimpiadi del 2006 senza nessuna garanzia dal punto
di vista ambientale e lavorativo, e gli esempi
potrebbero continuare.
Tutto ciò mentre a livello regionale, la giunta Ghigo
attua uno smantellamento generalizzato dei servizi
sanitari e pensa a come finanziare le scuole private
mediante lo strumento dei "buoni scuola".
Riteniamo pertanto urgente incontrarsi ed invitiamo i
lavoratori e le lavoratrici e le loro rappresentanze
sindacali, le associazioni di migranti, gli studenti e
le studentesse, tutte le forze politiche e sociali che
si riconoscono nell’opposizione alla guerra e al
neoliberismo, a discutere insieme MERCOLEDì 6 MARZO IN
C.SO BRESCIA 14-TORINO alle 21 sulla costruzione di
una giornata di mobilitazione sociale nella nostra
città per la difesa e l’estensione dei diritti sociali
e di cittadinanza per tutti e tutte, a cominciare
dall’articolo 18.
TORINO SOCIAL FORUM
Torino, 28 febbraio 2002
Per contatti: tamtamlacaverna@libero.it
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