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La logica del massimo profitto:
un esempio di globalizzazione iperliberista.
venerdi ore 21 incontro con il Torino Social Forum
Comunicato stampa del Torino Social Forum
MANIFESTAZIONE SOSPESA I lavoratori della Ficommirrors sono arrivati ad un accordo sulla loro vertenza sindacale e chiedono la sospenzione della manifestazione prevista per questa sera alle ore 21.00 davanti ai cancelli dello stabilimento di Venaria. Invitano coloro che hanno solidarizzato con la loro lotta Domani alle ore 11.00 stesso luogo, sarà organizzata una grigliata e presenteranno i punti dell' accordo raggiunto. Questa sera alle ore 21.00 sarà presente un delegato sindacale per accogliere, informare e ringraziare coloro che non siamo riusciti ad avvisare in tempo!
L'immagine che segue è stata titolata dalla Ficommirrors "localizzazione globalizzata della Ficosa".
Stabilimenti produttivi in Spagna, Francia, Turchia, Inghilterra, Portogallo, Germania, Nord America, Brasile, Argentina, Australia,
India, Corea, Giappone, oltre 5.000 dipendenti nel 1999.
I padroni, con questo tipo di globalizzazione, possono spostare le produzioni da un paese all'altro in base alle garanzie
che i governi locali offrono per un maggior sfruttamento dei lavoratori, riducendone le garanzie occupazionali, i diritti, la sicurezza.
"globalizzazione" è la parola d'ordine, il mondo è trasformato in una grande scacchiera, le regole economiche sono stabilite da stati senza nessuna legittimazione che direttamente o tramite loro "emanazioni" (G8, WTO, FMI, ecc.) impongono al resto del mondo con arroganza. E' con la stessa arroganza che difendono "il loro ordine mondiale" esportando guerre e violenza in ogni parte del pianeta. Gli articoli che seguono non hanno bisogno di ulteriori commenti, Il Torino Social Forum Venerdi 25 Gennaio, incontrerà i lavoratori della Ficomirrors per solidalizzare con la loro lotta, per contrastare il progetto di attacco ai diritti dei lavoratori portato avanti con grande concertazione dal governo Berlusconi e dalle forze padronali. L'appuntamento è davanti ai cancelli della fabbrica in viale Carlo Emauele II N° 150 Venaria.

fonte: www.el-mundo.es
Miércoles, 8 de octubre de 1997
Ficosa crea una sociedad mixta con Tata en la India
JORGE PALACIOS
MADRID.- La compañía india Tata AutoComp Systems y la española Ficosa han acordado establecer una sociedad conjunta para el desarrollo y fabricación de retrovisores, cables y mandos de control, cristales tintados y lavaparabrisas, según comunican fuentes de Tata en la India.
El proyecto supone una inversión de 90 millones de rupias e incluye la construcción de una fábrica cerca de Pune, al sureste de Bombay.
Tata AutoComp pertenece al grupo Tata, cuya división de automoción mantiene una estrecha relación con la alemana Mercedes Benz. La sociedad conjunta que establecerá con Ficosa suministrará no sólo a Tata Engineering & Locomotives Co. (Telco), sino también a Ford y a Peugeot.
fonte: www.biweb.it, crescere nella nuova economy.
Magneti Marelli vende i
retrovisori alla spagnola Ficosa International
10/5/2000 Magneti
Marelli e la spagnola Ficosa International hanno
raggiunto un accordo per la cessione delle attività
legate ai retrovisori dell’azienda italiana. Il valore
dell’operazione è di circa 70 milioni di Euro. Le
attività cedute riguardano la progettazione, lo sviluppo
e la produzione di specchietti retrovisori interni ed
esterni, svolte in Italia, Francia, Spagna, Polonia,
Turchia, Argentina e Brasile. Queste attività impiegano
circa 1000 persone, e nel 1999 hanno generato ricavi per
143 milioni di Euro. Magneti Marelli, con quartier
generale a Milano, è leader a livello internazionale
nella progettazione e produzione di componenti, sistemi
e moduli per l’industria automobilistica, nel 1999 ha
registrato un fatturato di 4062 milioni di Euro, con
oltre 26mila dipendenti in 23 Paesi. Ficosa
International, con headquarter a Barcellona, progetta e
produce specchietti retrovisori, freni a mano, cambi,
componenti interni in plastica e sistemi di sicurezza.
Nel 1999 ha registrato un fatturato di 416 milioni di
Euro, con 4200 dipendenti in Spagna, Francia,
Portogallo, Germania, Nord America, Brasile, Argentina,
India e Corea.
Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, lettera al Direttore della Stampa.
(Venerdi 18 Gennaio 2002)
Caro direttore,
la sinistra non può non essere per la globalizzazione. Intanto perché la realtà dice che i Paesi più poveri sono quelli meno globalizzati. Sarà banale ma, a parere mio, decisivo. Nessun rilancio né tantomeno nessuna rifondazione della sinistra può nemmeno iniziare se non si sceglie fin dall'inizio, partendo dalla realtà, la strada giusta.
Quindi, più globalizzazione, governata naturalmente o, come si dice adesso, new global, non in ogni caso no global. Questa per la sinistra è una scelta caratterizzante e simbolica, identitaria direi. Governare la globalizzazione vuol dire affrontare alcuni cimenti impegnativi.
[...] Sarò conservatore, ma in secondo luogo la sinistra deve sostenere la globalizzazione perché è su questa base che le masse, si sarebbe detto un tempo, possono prendere coscienza di sé, organizzarsi, confliggere, contribuire in questo modo alla modernizzazione e alla crescita dei loro Paesi. Diffido quando ad insegnare come e quando si è liberi e come e quando si è sviluppati sono quelli che liberi e sviluppati già lo sono. Non che oggi non vi sia in quei popoli presa di coscienza.
[...] Non sono mai stato a Porto Alegre, ma mi pare sia ancora un luogo molto simbolico e sperimentale, più per le «avanguardie» dei paesi occidentali che non per i rappresentanti di quei popoli per i quali si deve lottare. Ma è una sensazione che può essere sbagliata.
La sinistra - e non solo quella italiana - fa bene ad andarci per sentire, vedere, capire e parlare. Non mi riesce in ogni caso di vedere una sinistra che ricostruisce proprie identità politiche contrapponendosi, o peggio ancora, esorcizzando il processo che sta ridefinendo in questo secolo il profilo del nostro pianeta.
fonte: www.miorin.it/fico.htm
La Fico Mirrors fa parte del gruppo FICOSA, leader mondiale per la fornitura
di particolari per il primo equipaggiamento dell'auto (OEM). Ficosa è un'azienda globalizzata.
Fico Mirrors produce specchi interni ed esterni per automobili ed annovera tra i suoi clienti i
nomi che qui a fianco sono rappresentati nel grafico a torta (es. Ford; Fiat; Mercedes Benz; GM; etc.).
Fico Mirrors produce specchi per moto e scooter; tra i suoi clienti annovera i nomi che qui
a fianco sono rappresentati nel grafico a torta (BMW; CAGIVA; Aprilia; etc.).
I prodotti della Fico Mirrors vengono accuratamente testati e sottoposti a diverse prove di resistenza atte a garantirne l'efficienza e la qualità.
IN 72 ORE 3 FABBRICHE MINACCIANO DI CHIUDERE
SI DRAMMATIZZA LA CRISI OCCUPAZIONALE
DELL’AUTO A TORINO NELLA COMPONENTISTICA
Nel territorio della zona ovest di Torino (Collegno – Orbassano – Valle Susa), in questi giorni vi è una forte “fibrillazione”, che colpisce prevalentemente i lavoratori, nel settore produttivo della componentistica auto.
Sono moltissime le aziende che hanno annunciato cassa integrazione per le prossime settimane e i prossimi mesi, subito dopo l’annuncio delle 100.000 vetture in meno da produrre alla Fiat a Torino. Fra queste vi sono aziende che non avevano mai chiesto cassa integrazione .
In questo quadro si inseriscono le chiusure annunciate da alcune aziende della componentistica: giovedì scorso la Emarc (ex Amsea) di Caselette; questa mattina la WE.COM. di San Gillio (circa 70 dipendenti), che fa lavorazioni meccaniche per Fiat e Iveco, è stata trovata chiusa dai lavoratori che si erano presentati regolarmente al lavoro, il sindacato teme il fallimento dell’azienda.
Sempre oggi la Ficomirrors (290 dipendenti) che produce specchietti retrovisori, del gruppo spagnolo Ficosa, ha annunciato, con una lettera dei suoi avvocati, la necessità di chiudere lo stabilimento di Venaria e di mettere in mobilità 211 lavoratori su 290: nei fatti la cessazione dell’attività dello stabilimento.
Lo stabilimento di Venaria era stato ceduto meno di un anno fa dalla Magneti Marelli (nell’ambito della vendita di tutta la Magneti Marelli per fare cassa, visto l’indebitamento della Fiat) e oggi non si capisce con quale disegno industriale se lo si vuole chiudere.
Nella stessa lettera il gruppo Ficosa, unico fornitore di Fiat degli specchietti retrovisori, annuncia di dover ridurre gli stabilimenti e l’occupazione in Europa a fronte del calo nei prossimi anni di circa il 30% della produzione degli specchietti.
Molte fabbriche in cassa integrazione e tre fabbriche che annunciano la chiusura in 72 ore è qualcosa che non era mai stata vissuta dall’indotto metalmeccanico della zona ovest e che non è paragonabile neanche all’ultima crisi e ristrutturazione del settore auto nel 1992/93.
Giorgio Airaudo, Segretario della Fiom Cgil della zona ovest di Torino dichiara: “E’ evidente che queste vicende nascono da due fatti: il primo riguarda l’annuncio del calo di 100.000 vetture Fiat a Torino, che l’indotto non registra come congiunturale, ma come strutturale e questo rischia di preparare ulteriori esuberi e chiusure di aziende nelle prossime settimane e mesi. Il secondo fatto è un clima politico e culturale (libro bianco di Maroni, richiesta di Confindustria di cancellare l’art.18) che vede gli imprenditori praticare l’obiettivo dei licenziamenti senza averne ancora la libertà. Per queste ragioni si tende a dire che se il mercato cala, l’occupazione si deve adeguare, cioè l’occupazione deve essere espulsa, per cui in questa fase non si ha disponibilità verso la cassa integrazione né verso strumenti che mantengano il posto di lavoro.”.
FIOM Collegno
25 ottobre 2001
Venduti, comprati dismessi
LORIS CAMPETTI
18 Gennaio 2002 - il manifesto
Duecentoundici lettere raccomandate, identico il testo, identico il mittente: è stato un piacere, arrivederci e grazie. Firmato direzione Ficomirrors. I destinari sono gli operai e le operaie dell'azienda che fabbrica specchietti retrovisori per automobili. Sulla tuta hanno ancora appiccicato il logo della Magneti-Marelli, cioè Fiat, che ha venduto impresa e lavoratori alla spagnola Ficosa. Non è la Fiat, dunque, a licenziare i 211 dipendenti, la società torinese ha le mani pulite. Gli spagnoli, invece, hanno subito dimostrato di voler tirare diritto, obiettivo la chiusura della fabbrica. Ogni ammortizzatore sociale e ogni soluzione concordata con sindacati, governo e istituzioni sono stati rifiutati dai nuovi padroni, che tra Natale e Capodanno hanno cominciato a smontare le macchine per trasportarle negli altri loro stabilimenti, in Campania e in Spagna. Ai lavoratori di Venaria non restava che una strada da percorrere: l'occupazione della fabbrica, per difendere il lavoro e salvare le macchine.
Una ristrutturazione per dimezzare il debito, rastrellando soldi sul mercato, vendendo pezzi di produzione e chiudendo stabilimenti in giro per il mondo, ma pur sempre un'operazione indolore per l'occupazione in Italia. Sono le promesse del top management della Fiat, Paolo Fresco e Paolo Cantarella. La storia odiosa della Ficomirrors, però, è un campanello d'allarme rispetto a quel che potrà succedere in tutta la componentistica auto, di cui la Fiat vuole liberarsi per far cassa, ridurre l'indebitamento e far contenti i soci americani della General motors.
Al tempo stesso, la drammatizzazione dello scontro imposto dai padroni spagnoli svela l'imbroglio che si cela dietro le promesse della multinazionale torinese: la Fiat non licenzia i lavoratori italiani ma solo quelli stranieri - argentini, magari turchi e polacchi. Contemporaneamente, però, fa a fette il suo apparato produttivo, lo vende a tranci e lascia ad altri, ai nuovi padroni, il compito sporco di tagliare gli organici italiani e, dove serva, di smantellare intere fabbriche.
Se si vendono meno automobili è ovvio che di specchietti retrovisori ne servano di meno, così come di marmitte, filtri, plance, fari... Allora è altrettanto ovvio che le aziende devono ridurre la forza lavoro e le spese. Di che si lamentano gli operai della Ficomirrors e i sindacati dei metalmeccanici? Più che lamentarsi, s'incazzano. Non sono disposti a farsi smontare la fabbrica sotto gli occhi né a farsi buttare nella discarica. Non vogliono pagare i costi di una crisi provocata non dal destino cinico e baro, non dagli attentati alle twin towers, non dal crollo del mercato dell'auto (che in realtà è cresciuto, sia in Italia che in Europa), bensì dalla politica industriale e delle alleanze della Fiat, che ha compromesso uno dei più importati patrimoni produttivi e occupazionali italiani. Se oggi si lasciasse passare l'aggressione padronale alla Ficomirrors, domani altre migliaia di lavoratori finirebbero nella discarica della crisi Fiat.
Resistenza alla Ficomirrors
Continuano i presidi operai. Cgil Piemonte, conclusione unitaria
Filosofiat Apparteneva al gruppo Magneti Marelli, cioè Fiat, che l'ha venduta alla Ficomirrors, che vuole licenziare tutti. Appuntamento ai cancelli della fabbrica
18 Gennaio 2002 - il manifesto
EZIO VALLAROLO - VENARIA
Una manifestazione per l'occupazione. Questo il contenuto principale della sciopero organizzato unitariamente dai sindacati della zona ovest di Torino in solidarietà con i 211 lavoratori della Ficomirrors di Venaria a rischio di licenziamento da sabato scorso.
Lunedì 21 gennaio si asterranno dal lavoro da due a tre ore i metalmeccanici di quest'area della cintura torinese che comprende aziende quali la Comau, la Bertone e la Pininfarina. E' prevista la partecipazione di oltre 15.000 "tute blu". Si tratta di una presa di posizione forte da parte dei sindacati, che ha trovato l'apprezzamento dei lavoratori impegnati nella vertenza e riuniti in assemblea permanente davanti ai cancelli dell'azienda venariese. Lo stabilimento Ficomirrors apparteneva, fino a otto mesi fa, al gruppo Magneti Marelli ed è stato ceduto alla società spagnola che, in breve tempo, ha proceduto ai licenziamenti e alla chiusura della fabbrica. Durante la fermata per le vacanze di Natale la proprietà ha iniziato lo smantellamento dell'azienda e i lavoratori, in risposta, hanno fatto partire il presidio della fabbrica che continua tuttora.
Ieri mattina, durante l'assemblea straordinaria organizzata per fare il punto della situazione, gli operai Ficomirrors hanno confermato la loro intenzione di continuare nella battaglia intrapresa. "Il problema non è se accettare o no un accordo, ma di non subirlo", ha spiegato una delegata tra gli applausi dei colleghi.
L'importanza dello sciopero è stata sottolineata dal segretario regionale uscente della Fiom, Giorgio Cremaschi: "I licenziamenti alla Ficomirrors sono un attacco gravissimo all'occupazione e ai diritti dei lavoratori e in essi è evidente l'intenzione delle imprese di creare un precedente con cui gestire le prossime ristrutturazioni, mettendo così praticamente in atto la messa in discussione dell'art. 18. La cosa più grave è che questi licenziamenti avvengono in una azienda ex Marelli ceduta solo pochi mesi fa dalla Fiat. Non è vero dunque quanto l'amministratore delegato del gruppo ha affermato sul Sole 24 ore e cioè che la Fiat ristruttura senza licenziare. Solo nel 2001 la Fiat ha licenziato 4000 precari, contratti a termine e interinali in tutt'Italia, mentre ha messo in mobilità altri 2000 lavoratori.
D'altra parte, con la terziarizzazione di importanti stabilimenti che erano del gruppo la Fiat terziarizza i licenziamenti, li appalta ad altre società che poi li eseguono per conto suo, come avviene alla Ficomirrors. Se si pensa che il piano di ristrutturazione della Fiat prevede la cessione di aziende per 4000 miliardi, si capisce che il destino dei lavoratori della Ficomirrors può essere quello riservato a molte migliaia di altri lavoratori della Marelli e di altre realtà del gruppo. Per questo lo sciopero di lunedì è solo il primo di una serie che dovrà chiamare in causa in primo luogo la Fiat".
Dello stesso avviso il segretario della Fiom provinciale, Giorgio Aiurado secondo cui "la Marelli resta in coda alle cessioni per il solo fatto che non si riesce a vendere. Ecco allora crescere il pericolo che arrivino acquirenti inaffidabili come nel caso della Ficommirrors. A Cantarella chiedo solo di venire a Venaria, davanti ai cancelli. Gli esuberi, in carne ed ossa, sono lì".
La solidarietà ai lavoratori della Ficomirrors è stata espressa in modo unanime al 7 congresso della Cgil Piemonte, che ha visto convergere il voto dei delegati sul documento finale. Il nuovo direttivo regionale, composto da 119 delegati, ha poi votato in modo compatto, 94 a favore sui 99 presenti, la rielezione di Titti Di Salvo a segretaria generale.
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