Appello per una vera tregua (olimpica e non)
Con uno spiegamento di unità e consenso internazionale mai raggiunto prima d'ora, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York ha approvato la risoluzione sulla Tregua Olimpica per Torino 2006.
data: 07 Febbraio 2006
fonte: TSF-migranti@yahoogroups.com
Dal sito di TORINO2006, con data novembre 2005:
"Con uno spiegamento di unità e consenso internazionale mai raggiunto prima
d'ora, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York ha approvato la
risoluzione sulla Tregua Olimpica per Torino 2006. La risoluzione,
presentata dall'Italia, paese ospitante dei Giochi, chiedeva la "costruzione
di un mondo migliore e di pace attraverso lo sport e gli ideali Olimpici.".
A due settimane dall'inizio delle olimpiadi a Torino si vive una condizione
che della tregua non ha proprio nulla. Tutti in città si sono accorti
dell'enorme spiegamento di forze dell'ordine e di mezzi dell'esercito a
pattugliare siti e percorsi olimpici. Ogni giorno e su tutte le strade è
possibile incrociare una volante impegnata in controlli che, guarda caso,
sono sempre rivolti a persone con la pelle un po' più scura o vestite con
abiti non degni di una vetrina olimpica. I giornali pubblicano ogni giorno,
come in un bollettino non certo "di tregua", il numero dei controlli e dei
fermati. Si vuole far credere che tutto questo sia fatto per garantire la
sicurezza dei giochi, ma la verità è che si usano le olimpiadi per coprire
un'estesa operazione di "pulizia" della città ai danni delle fasce definite
deboli, in realtà che si vorrebbero rendere deboli: gli immigrati, i senza
casa, chiunque possa essere definito antagonista.


Le olimpiadi impongono alla città ed ai suoi abitanti un grande sacrificio
con un lungo elenco di divieti: corsie riservate, accessi negati e zone
sequestrate e la presenza delle forze dell'ordine e dell'esercito non fa che
alimentare le tensioni. La paranoia degli amministratori, degli
organizzatori e del ministro dell'interno, più per il rischio di
manifestazioni, interruzioni del percorso della torcia olimpica, scioperi in
uno qualunque di tutti i settori in crisi che non per improbabili attentati
terroristici, rappresentano soltanto la misura della distanza tra il grande
evento mediatico e i problemi della città e del paese che sono negati,
rimandati, esorcizzati, perché non devono "rovinare la festa".


Ma se deve esserci una tregua pretendiamo che non sia un ulteriore slogan
della carovana olimpica, ma sia applicata realmente in primo luogo nel
nostro territorio. Chiediamoche:
- siano bloccate la detenzione amministrativa dei migranti dal Centro di
Permanenza Temporanea e le espulsioni dal territorio nazionale attraverso i
viaggi di deportazione;
- sia fermata la pressione sulle comunità migranti specialmente nei
quartieri di San Salvario e di Porta Palazzo;
- si ponga fine agli sgomberi e alle incursioni nei campi nomadi da parte di
vigili e forze dell'ordine;
- nessuna persona senza fissa dimora venga allontanata con l'uso della forza
o con intimidazioni più o meno esplicite dalle zone di frequentazione
abituale;
- si ponga fine alla pesante repressione verso le numerose forme di dissenso
che sono emerse negli ultimi mesi, dai gruppi che si sono opposti all'evento
olimpico denunciandone i disastri economico-ambientali, a chi si oppone ai
progetti di devastazione del territorio da parte del TAV, a chi lotta per
l'autodeterminazione di tutte le soggettività contro le ingerenze del potere
vaticano.
Pretendiamo che questa invisibile tregua olimpica, dopo essere stata citata
da tutti, sia anche realizzata da qualche parte! Da parte nostra,
consapevoli di non aver avuto la forza di bloccare, negli anni passati, lo
scempio, vigileremo e denunceremo all'ONU, firmatario della tregua olimpica,
ogni violazione.


Gruppo Migranti Torino Social Forum
TSF-migranti@yahoogroups.com