Stefano Chiarini:Ulivo Italiano in terra Libanese per la Palestina
La sua memoria Rimarrà viva e trasparente come l'olio d'oliva della Palestine e profumata come il profumo della sua terra pura...
data: 06 Febbraio 2007
autore: Talal Salman (traduzione Rima)
fonte: http://www.assafir.com/

L'uomo che ha fatto rivivere nella nostra memoria la tragedia palestinese che non dobbiamo dimenticare mai, ci ha lasciati ieri sera senza un addio.
Abbiamo perso il grande amico che ci faceva ricordare i nostri doveri, veniva a carico suo per affermare la sua solidarietà contro i macellai (criminali).


Così con la scomparsa improvvisa di Stefano Chiarini,la causa del popolo palestinese ha perso un attivista solidale per la sua libertà ed il suo diritto ad uno stato sulla terra madre.
Lui è lo scrittore ed il giornalista italiano conosciuto come Stefano Chiarini del giornale "Il Manifesto".

I libanesi generalmente ed i Palestinesi in Libano in particolare conoscono questo volto illuminato col suo sorriso radiante e dagli occhi caldi, nel suo puntuale appuntamento annuale: il 14 settembre… Allora veniva a capo di una delegazione con molti sostenitori, associazioni ed organizzazioni popolari dall'Italia e da alcuni paesi europei per commemorare l'anniversario dei martiri di Sabra e Shatila che sono stati uccisi oppure sepolti vivi in un enorme massacro collettivo organizzato dall'esercito di occupazione israeliano, e guidato dal macellaio Ariel Sharon, con alcuni suoi agenti “delle forze falangiste libanesi„ durante l'invasione del 1982.

Stefano veniva periodicamente 3 volte all'anno per preparare l'appuntamento annuale in segno di solidarietà con le vittime libanesi e palestinesi che sono stati assasinati dall'attrocità israeliana .

Accompagnava la delegazione che veniva con lui nei campi profughi palestinesi a Beirut e nel sud ed ha aggiunto dopo la liberazione del sud del Libano dalle forze di occupazione nel 2000 la visita alle zone liberate con una visita speciale al carcere di Al-Kheyam, luogo simbolo che testimonia alcune delle "realizzazioni" (conquiste) della "civiltà israeliana".

Stefano è andato via presto, non appena superati i suoi 55 anni passati della sua vita a combattere per gli oppressi e i deboli nei loro paesi in varie parti del mondo.

L'inizio era nel sostenere i deboli che non possiedevano alloggi a Roma stessa.
Quando ha iniziato a lavorare nel giornalismo ha dato molto del suo impegno per l'organizzazione Irlandese “Ira„ .

Ma il suo grande amore era per il Medio Oriente e per i Palestinesi in particolare, dopo la larga esperienza (testimonianza) avutasi in Iraq e la sofferenza del popolo di questo paese alla luce della prima invasione americana in seguito all'invasione del Kuwait.


Era molto fiero del comitato che ha fondato “per non dimenticare Sabra e Shatila„ e ci ha dato l'onore di partecipare al suo fianco alla settimana dell'anniversario annuale piena di attività, particolarmente dopo che "l'Hezbollah„ è arrivato a presiedere il comune di Gobairi (dove sorge la piazza simbolo del massacro)].

Ha coltivato un ulivo ed un albero d'arancio nel cimitero delle vittime.

La sua memoria Rimarrà viva e trasparente come l'olio d'oliva della Palestine e profumata come il profumo della sua terra pura e con essa la terra del Libano dopo che è stata liberata col sangue dei suoi martiri dagli effetti dell' occupazione israeliana.