sgombero del palazzo
Un edificio di proprietà collettiva vuoto da quindici anni, occupato per essere restituito alla collettività, è stato sgomberato e restituito al degrado; chi l'aveva occupato picchiato, fermato, arrestato, espulso: il tutto in nome della legalità. Una legalità che vuole la proprietà prevalere sull'utilità collettiva, dove gli edifici vengono mantenuti vuoti, mentre sempre più persone son buttate per strada. Una legalità che trasforma l'acqua da bene pubblico a bene privato, che si prepara a vendere cultura e sanità.
data: 30 Ottobre 2010
autore: daniela
fonte: autoprodotto
La nuova occupazione si chiamava “il Palazzo” per richiamare il luogo, Porta Palazzo, ma anche per dare un'idea della dimensione, trattandosi di un edificio immenso, con grandi locali, soffitti alti, tre piani di finestre e balconi sul corso Regina Margherita e sul corso IX Febbraio.
Aveva ospitato la “Tre giorni antiCIE” indetta a Torino dal 21 al 23 ottobre per fare il punto sulle lotte e sulle iniziative antirazziste in corso in Italia e in Europa (nella “fortezza Europa”), da qui la presenza di numerosi compagni “stranieri”. La tre giorni si era conclusa domenica 24 ottobre con un folto presidio davanti al CIE di corso Brunelleschi, scortato da un imponente schieramento di forze dell'”ordine” in assetto ai quattro angoli della zona abituale teatro dei presidi che si svolgono la terza domenica di ogni mese.
Nei giorni seguenti diverse iniziative di solidarietà venivano organizzate nel “Palazzo”: in particolare, nel pomeriggio di martedì si era svolto un pranzo bella vita nella zona antistante e molti residenti, smontate le bancarelle del mercato, avevano portato grandi quantità di cibo, carne, frutta e verdura, partecipando alla festa sotto un sole quasi estivo...
Per la sera di giovedì 28 ottobre era in programma una conferenza con proiezione di filmati sul problema delle lotte dei contadini indiani contro il progetto Green Hunt di cessione di intere regioni alle multinazionali per lo sfruttamento delle risorse.
Al mattino invece è iniziato lo sgombero, gli otto occupanti che avevano il turno di guardia hanno fatto appena in tempo a salire sul tetto prima che la polizia potesse impedirlo, mentre entrava negli altri locali chiudendo subito al traffico l'intera zona e presidiando l'ingresso per impedire che gli altri occupanti potessero rientrare. Il tam tam dei telefonini e delle mail ha fatto sì che in breve si radunassero sul marciapiede opposto un folto gruppo di solidali con banchetto per viveri e bevande e l'impianto per trasmettere musica e comunicati informativi, collegato a tratti in diretta con Radio BlackOut.
Molti passanti si avvicinavano e chiedevano informazioni su quanto stava avvenendo e i presenti spiegavano le ragioni della lotta, dell'occupazione e più in generale dell'opposizione ai CIE che viene portata avanti dagli occupanti e dalle diverse realtà antirazziste esistenti in Italia e in Europa. Ogni tanto qualcuno protestava per il disagio dovuto al blocco dei mezzi pubblici e privati, ma i più si dichiaravano d'accordo con i manifestanti; chi andava nei negozi a comprare cose da mangiare veniva richiesto di spiegazioni, notava l'ansia con cui chiedevano in che condizioni si trovassero i ragazzi sul tetto, se il cibo era per loro, e qualche volta hanno pure regalato qualcosa in segno di solidarietà.
Nel pomeriggio un'anziana signora si è avvicinata al presidio solidale, ormai composto da diverse decine di persone, inveendo e insultando perchè aveva dovuto fare a piedi il percorso che il tram non aveva potuto completare: è andata diverse volte su e giù per il tratto bloccato di corso Regina gridando e insultando i ragazzi, ma nessuno le dava retta, se non qualche sorriso ironico sul fatto che, se era così stanca di camminare, poteva dirigersi verso casa anziché continuare a camminare...
Quando è scesa la notte e il freddo si è fatto sentire, mentre i compagni sul tetto avvisavano dei movimenti sospetti di vigili del fuoco e forze dell'ordine, i presidianti hanno improvvisato una cena solidale e acceso un fuoco per scaldarsi... quasi tutti erano lì dal mattino e cominciavano ad essere stanchi e intirizziti, oltre che preoccupati per l'incolumità degli occupanti. Fino a quel momento non si erano verificati episodi di tensione, se non un breve respingimento da parte della polizia nei confronti di alcuni presidianti che si erano spostati sull'angolo di corso IX Febbraio intorno alle 13,30-14; per il resto, inviti vivaci alle forze dell'ordine perchè se ne andassero ma nel complesso situazione tranquilla. I solidali pensavano quindi di darsi turni di cambio durante la notte per poter resistere più a lungo, quando all'improvviso si è svolta una rapida e violenta carica per disperdere il presidio, costretto di fatto a correre via per tutte le vie di fuga disponibili mentre qualcuno veniva percosso e qualcun altro inseguito fin dentro casa per essere acciuffato, malmenato e fermato dalla polizia. Ci si riconvocava per il mattino seguente, mentre gli occupanti continuavano a stare sul tetto; i presenti del mattino, ancora pochi e disorganizzati, hanno assistito ad una scena surreale con una specie di corteo dei macellai di Porta Palazzo che andavano contro le forze dell'ordine per chiedere di salire loro sul tetto e sgomberare lo stabile!!! Alla fine una delegazione di loro è stata lasciata salire e, con quali argomenti non è dato sapere ma è possibile immaginare, ha “convinto” i ragazzi a scendere mentre i loro colleghi, in strada, usavano argomenti altrettanto convincenti nei confronti dei solidali, tallonati a loro volta dai poliziotti che, man mano, li respingevano e ne arrestavano qualcuno cammin facendo.
Alla fine della vicenda, il bilancio dà la dimensione della repressione in atto contro tutti coloro che si oppongono al razzismo di stato e non vogliono chinare la testa ai diktat del potere (come insegnano gli abitanti di Terzigno, i pastori sardi, le rivolte nei CIE e tutti i mille e mille episodi di ribellione che si svolgono quotidianamente in questo paese): oltre agli otto fermati e denunciati che stavano sul tetto, altri tre arrestati e condotti al carcere delle Vallette e sei fermati tra i presidianti, alcuni dei quali percossi e feriti...
Daniela Pantaloni.

Postato da DanielaRob