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Il suo cuore in Palestina e le sue dita in Iraq |
Le tue foto saranno sparse nei campi (profughi) e nella terra del sud del Libano, e la tua ombra sarà sempre con noi, non ti dimenticheremo mai. |
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Il suo cuore in Palestina e le sue dita in Iraq
- Un giorno mi disse: sono Stefano Chiarini , uno dei redattori del giornale italiano “Il Manifesto”. L’ho fissato nella sua faccia serena dalla barba bionda un po’ imbianchita, e mi è apparso una persona famigliare ed un amico di cui fidarsi, come se non lo vedessi per la prima volta ma lo conosco da sempre (da parecchio tempo). Gli risposi: c’è qualche legame tra il cognome Chiarini e la grande città Libica Qorinia? Sei forse di origine araba, da Qairawan per esempio? Allora ha sorriso allungo dicendo: Sono italiano, ma amo gli arabi ed i palestinesi in particolare. Fu così che si strinse una bella amicizia che si prolungò per otto anni consecutivi.
- Non mi aspettavo, pur nella deprimente situazione libanese e palestinese in corso, che la morte potesse interrompere questa nostra amicizia che continuava a crescere ininterrottamente, e che potesse travolgere i nostri consueti appuntamenti estivi di ogni anno. Luglio e agosto erano dedicati allo studio ed organizzazione del programma delle delegazioni europee partecipanti all’anniversario del massacro di Sabra e Shatila che si tiene a settembre. La sua voce giungeva a me attraverso il telefono per dirmi: Io sono qui con Kassem, Posso vedere Talal
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- nell'agosto 2006 mi chiamò da Roma e mi disse: noi Verremo. Gli replicai stupito: Che cosa? Siamo appena usciti da una guerra distruttiva ed il Libano raccoglie “i suoi pezzi”, chi vuoi che si interessi per l’anniversario di Sabra e Shatila ora? Rispose: Veniamo per esprimere solidarietà al popolo libanese, e non ci dimenticheremo di Sabra e Shatila quali che siano le circostanze.
La manifestazione partì puntuale verso “il rifugio” delle vittime del massacro. Lì, Azmi Bshara si rivolse verso di me dicendo: La grandiosità della causa palestinese è che riesce ancora a trovare gente onesta come queste persone che vengono da Italia, Francia, Belgio e Spagna per dichiarare la loro fede nella giustizia e la loro solidarietà con le cause degli uomini nel mondo.
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- Stefano Chiarini l’amico, l’attivista mondiale e il brillante giornalista il cui nome si è connesso alle cause degli arabi, colui che ha fondato a Roma il comitato “Per non dimenticare Sabra e Shatila” è morto mentre scriveva un articolo sull’ Iraq. Sì, l’Iraq che ora si sta disintregrando sotto l'occupazione, diviso in fazioni e in confessioni religiose, l’Iraq per il quale Stefano e Luisa Morganti e i loro compagni hanno indotto le manifestazioni in sua difesa e per denunciare i boia e gli occupanti.
Stefano Chiarini non era semplicemente un uomo europeo portatore di coscienza umana appesantita/aggravata del passato colonialista del suo paese, ma era soprattutto un uomo della sinistra latina, un uomo audace, tenace, coraggioso e appassionato/amante della vita, della musica e dei pensieri.
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- nelle notti di Beirut regnate dall’estate e dalle dolci serate, era sempre in ritardo rispetto ai suoi amici. Solo quando venivamo coinvolti dalla musica vibrante e dalle chiacchiere rumorose ci ricordavamo che Stefano non era fra noi, e ci rendevamo conto che era “trattenuto” dalle sue carte per poter inviare il suo articolo al Manifesto.
Sei riuscito, oh amico mio, a mandare il tuo ultimo articolo sull’Iraq prima che la morte ti abbia sorpreso il 3/2/2007? E quand’è che ci trasmetterai il programma del 25° anniversario del massacro di Sabra e Shatila ? In che stato(In ogni caso) saremo ad aspettarti il prossimo settembre … Le tue foto saranno sparse nei campi (profughi) e nella terra del sud del Libano, e la tua ombra sarà sempre con noi, non ti dimenticheremo mai.
Sakr
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