solidarietà agli antirazzisti di Torino
Esprimiamo solidarietà agli antirazzisti e a Radio Black Out sotto attacco
data: 26 Febbraio 2010
autore: comitato pace di Robassomero
Il comitato pace di Robassomero, allargato ai partecipanti della conferenza dibattito sulle migrazioni tenutasi il 25 febbraio nella sala conferenze della biblioteca comunale di Robassomero, dopo ampia discussione, esprime all’unanimità:
Totale solidarietà agli antirazzisti torinesi incarcerati, agli arresti domiciliari, obbligati alla dimora o semplicemente indagati.
Totale solidarietà a Radio Black Out, sfrattata (nonostante abbia sempre rispettato le clausole contrattuali) dal comune di Torino, privata durante una perquisizione dei computer, dei telefoni cellulari, delle agende e di sei tra i suoi più attivi collaboratori.
Grande preoccupazione per un’operazione di repressione del dissenso che non si concilia con il rispetto delle regole democratiche.
Vuol far notare
Come tutti i maggiori mezzi di informazione abbiano riportato la versione della procura senza riferire il punto di vista di alcuna altra fonte.
Nessun risalto è stato dato alle scoperte che i sei arrestati sostenevano di aver fatto sulle violenze, espulsioni arbitrarie, morti dovute a mancata assistenza, autolesionismo, che avvengono in Corso Brunelleschi all’interno del C.I:E, (ex CPT)
Sono stati tutti accomunati all’area anarchica (tradizionalmente usata per tutte le montature giudiziarie di piccolo o grande rilievo, Piazza Fontana ecc...), mentre alcuni appartengono a gruppi non anarchici o non appartengono ad alcun gruppo.
Sono riportati come ipotesi di reato fatti a cui è ridicolo pensare abbiano potuto partecipare contemporaneamente tutti i sei arrestati, fatti, che, come l’esposizione di striscioni o urla, sono da sempre presenti in qualunque manifestazione politica, di qualunque inclinazione, fatti che riguardano valutazioni su situazioni future ed ipotetiche.
E’ stato considerato reato l’elemento associativo, quando l’associazionismo per fini politici è tutelato dalla nostra Costituzione.
Nessun rilievo è stato dato al valore etico di chi si oppone alla detenzione amministrativa (C.I.E.) e all’espulsione collettiva, espressamente vietati dalla nostra Costituzione.
Vien naturale paragonare questa operazione giudiziaria al processo ThyssenKrupp, dove pur in presenza di 7 morti arsi vivi, non è stata utilizzata nessuna misura cautelare che preveda restrizioni della libertà.
Comitato pace di Robassomero


Postato da DanielaRob