Indonesia, ucciso attivista diritti umani
Munir era una persona scomoda sia per le vicende interne indonesiane che per le stragi a Timor Est, in cui aveva dimostrato i legami tra esercito e milizia unionista
data: 17 Novembre 2004
autore: EMANUELE GIORDANA
fonte: il Manifesto





La morte per veleno può essere lenta e, soprattutto, indurre in errore. Così è successo a un noto attivista indonesiano dei diritti umani che due mesi fa, mentre volava ad Amsterdam, è stato colto da malore. Vomito, e, qualche ora prima del suo arrivo in Olanda, la morte, subito attribuita a malattia. Ma gli olandesi hanno voluto vederci chiaro e così, qualche giorno fa, si è scoperto che Munir aveva nel corpo una bella dose di arsenico, sostanza di cui l'abuso è piuttosto insolito. Conclusione: un personaggio scomodo è stato assassinato. La notizia, confermata dalla stampa olandese, è rimbalzata a Jakarta come una bomba a scoppio ritardato, solo perché rende certezza quelli che erano solo sospetti. E arriva nel momento in cui il governo, mentre il presidente è all'estero, decide di rinnovare per Aceh lo stato di emergenza civile. Dichiarato il 19 maggio scorso, allo scadere della legge marziale decretata con la spedizione militare del maggio 2003, era decaduto l'8 novembre. E' stato però rimesso in forze con la firma del vicepresidente Jusuf Kalla, anche se non sono chiari termini, durata ed estensione territoriale e benché il neo presidente Yudhoyono avesse promesso un impegno per rivitalizzare il processo di pace tra il governo e la resistenza dell'Aceh Merdeka. La recente offensiva nel Nord di Sumatra, scatenata dall'ex presidente Megawati con l'invio di un contingente di 40mila uomini, è già costata la vita a migliaia di persone, che porterebbero il bilancio della guerra sporca dell'Aceh ad almeno 15mila vittime dal 1976.

Stando ai giornali di Jakarta, la polizia indonesiana ha intanto aperto un'inchiesta sulla morte di Munir e comincerà ad interrogare chi lo vide per ultimo all'aeroporto della capitale il 6 settembre, all'imbarco del volo Garuda diretto in Europa via Singapore. Ma vuole vederci chiaro anche nelle conclusioni dei medici olandesi, pur se nemmeno la polizia indonesiana ritiene che sia forse necessario fare altri test sul corpo ormai interrato del povero attivista. Un suo collega, Todung Mulya Lubis, citato dal Jakarta Post, ha spiegato che i dottori olandesi avrebbero trovato nel corpo di Munir una quantità di arsenico oltre dieci volte superiore a quella che può essere tollerata: e ritrovata nelle urine, nel sangue, nello stomaco. Secondo Rachland Nasidik, altro collega di Munir della sede indonesiana di Human Rights Watch, il governo olandese non avrebbe lasciato la faccenda al caso, facendo fare l'autopsia dai funzionari dell'istituto di medicina legale due volte, prima di renderne noti i risultati all'Indonesia il 9 novembre scorso. Segnalato nel 2000 come giovane leader asiatico dalla rivista Asia Week, Munir, classe 1965, era noto per la sua opera come attivista dei diritti umani, sia per le vicende interne indonesiane che per l'impegno nelle indagini sulle stragi a Timor Est, in cui aveva dimostrato i legami tra esercito e milizia unionista. Alla fine degli anni `90 aveva fondato Kontras (Commissione per gli scomparsi e le vittime di violenza), che pubblica ciclicamente un bollettino di denuncia.

*Lettera 22