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Appello manifestazione 25/4 In occasione del 25 aprile vogliamo riprendere una questione -quella dei Centri di Permanenza Temporanea e più in generale delle politiche migratorie- che da anni ci vede impegnati, riproponendo come evento pomeridiano un corteo che parta da piazza Sabotino per arrivare fino al CPT di corso Brunelleschi. Già altre volte siamo stati impegnati nella costruzione di un’iniziativa che declinasse in senso antirazzista e per i diritti di cittadinanza il nostro 25 aprile, e la situazione attuale impone nuovamente con urgenza la questione di rilanciare con forza la richiesta di chiusura immediata di tutti i CPT. Il Governo infatti non ha ancora messo mano alla Bossi-Fini; e in ogni caso le anticipazioni ufficiali per quanto riguarda le proposte di riforma della legge sull’immigrazione continuano a vedere nel CPT uno strumento centrale per la repressione dei diritti delle/dei migranti. Ma i CPT non sono solo strumento repressivo in senso stretto, ma anche –in un senso più ampio- un vero e proprio strumento di gestione delle migrazioni: esiste infatti una chiara sinergia tra lo sfruttamento del lavoro migrante e la gestione dei CPT. La bozza del DDL Amato-Ferrero recentemente circolata mostra chiaramente di non voler rompere il rapporto di schiavitù fra obbligo al lavoro e diritto al soggiorno, le quote flussi triennali, e le liste di collocamento presso le ambasciate italiane. È un dato, e nemmeno le forze politiche che oggi sostengono questo governo -e che ieri all’interno dei movimenti antirazzisti chiedevano la chiusura dei CPT- hanno il coraggio di rivendicare e imporre il diritto al soggiorno per tutti i migranti slegato dal rapporto di lavoro, cioè un sistema di regolarizzazione permanente sul territorio, che consenta libero accesso al mercato del lavoro e l’effettiva equiparazione ai lavoratori nativi. Di più: alcune realtà significative a livello sociale, come ad esempio i patronati dei sindacati confederali, si candidano a gestire in prima persona il filtro delle liste presso le ambasciate italiane. Vergognosa continua poi ad essere la gestione dei rinnovi tramite Poste Italiane, che a fronte di un servizio spesso lento e inefficiente, guadagna 70euro da ogni immigrato.
A questa situazione politica generale, va poi aggiunto lo specifico della nostra città, dove il CPT di corso Brunelleschi continua ad esercitare il suo potere di repressione e controllo; e le centinaia di manifestazioni che hanno chiesto negli anni la chiusura di questo CPT sono rimaste inascoltate, nonostante addirittura la commissione farsa De Mistura ne abbia indicato la chiusura, i lavori per la ristrutturazione e il raddoppio sono partiti velocemente e sotto silenzio. Convochiamo per lunedì 16 alle ore 21:00 una riunione al Gabrio allargata a tutte quelle realtà cittadine incompatibili con i CPT per discutere del 25 aprile e oltre per rilanciare un percorso cittadino. Consapevoli che anche sul terreno delle politiche migratorie i movimenti devono essere in grado di riappropriarsi della propria autonomia senza cadere nelle trappole di quanti vorrebbero chiamarci su ipotesi di svuotamento-superamento dei CPT. I CPT sono un prodotto di quella guerra globale che costruisce nuove prigioni fuori da ogni legge, nuovi confini e nuove gabbie. E come non vogliamo sentire SE e MA sulla questione della guerra, non vogliamo più stare ad ascoltare chi ci dice che oggi bisognerebbe umanizzare una struttura che da anni vogliamo chiudere. 25 APRILE: LIBERIAMOCI DAI CPT! csoa gabrio
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