Una bella notizia
ai ragazzi si dovrebbe far cantare Il pulcino ballerino e il torero Camomillo e non canti politici
data: 03 Maggio 2005
autore: Mariateresa Liett
Carissime, carissimi,
a quelli che non ne sono stati coinvolti o a quelli che non sono di Como,

racconto rapidamente cosa è successo nelle scuole di Como per il 25 aprile. Credo che dovrebbe farci molto riflettere.

Tre scuole di Como, unite da un progetto di laboratorio Musicale e di Polo scolastico, hanno deciso di organizzare un evento musicale in occasione del sessantesimo della liberazione. Si tratta di una scuola elementare (Como 3), una scuola media (Ugo Foscolo) e un istituto superiore (Teresa Ciceri) con un corso ad indirizzo musicale.
L'orchestra è stata costituita essenzialmente dai ragazzi del corso musicale della media Foscolo e da qualche aggiunto delle superiori. Il coro era fatto dalla scuola media e dalle quinte elementari.

Il repertorio prevedeva due brani di musica yiddisch, un brano di Nicola Piovani tratto dalla colonna sonora della Vita è bella e le canzoni partigiane: "Dalle belle città", "Canto dei deportati", "La Brigata Garibaldi".
Si è previsto uno spettacolo il 25 aprile al Teatro Sociale di Como.

Tutto è proceduto bene fino a quando un genitore, consigliere comunale di Alleanza Nazionale, ha pensato bene di far uscire sulla stampa locale un articolo delirante sul fatto che a scuola si cantano canzoni comuniste che incitano all'odio e alla violenza. Ovviamente non si era mai presentato prima a scuola a mettere in discussione l'iniziativa nelle sedi apposite (consigli di classe, ecc).

Essendo la stampa locale, non solo di destra, ma anche di bassissimo livello professionale, questo ha innestato un polverone pazzesco. Si sono scritte cose sulla resistenza, sui partigiani, sul comunismo, sulla scuola, sulla musica, sulle canzoni, veramente impensabili, che qui vi risparmio. Purtroppo, tra i tanti, ha pensato bene di intervenire anche il sindaco Bruni (Forza Itala e Compagnia delle Opere) vietando l'iniziativa. Ha infatti detto che "la stella rossa in fronte, la libertà portiamo, ai popoli oppressi la libertà porterem"(sotto accusa erano le parole della brigata Garibaldi) sono parole di inaudita violenza. La stella rossa infatti, (secondo lui) è quella che ha causato i gulag e le foibe. Ha parlato di "plagio di giovani menti" di "farsa ignobile" e altro.

Per fortuna i dirigenti scolastici sono stati molto fermi nel difendere l'iniziativa, il provveditore (invitato a proibire la manifestazione) ha prima invitato a sostituire la Brigata Garibaldi con Fratelli d'Italia (ignorando, tra l'altro, il lavoro che comporta far eseguire a ragazzini che suonano da un anno o due un brano musicale), poi però si è unito alle scuole nella difesa dell'autonomia scolastica.
Insomma ne è nata una gazzarra pazzesca. Per cinque giorni siamo stati asssediati da giornalisti e fotografi.
Tutto ciò ha però sortito l'effetto contario a quello che questi signori volevano.
I ragazzi si sono sentiti attaccati e insultati. La definizione di "farsa ignobile" per il loro lavoro che ha richiesto impegno, energia, prove al di fuori dell'orario scolastico ha veramente irritato loro e le famiglie.
Un giornalista (ma si può usare questo termine?) ha anche scritto che ai ragazzi si dovrebbe far cantare Il pulcino ballerino e il torero Camomillo e non canti politici e impegnati che non sono in grado di contestualizzare. E questo ad adolescendi di 12 e 13 anni non è proprio andato giù!
Abbiamo ricevuto lettere molto belle e attestazioni di solidarietà e stima (ovviamente ignorate dalla stampa locale)da parte di genitori, colleghi, scuole, presidi, associazioni, forze politiche (non solo di sinistra) e sindacali.

Il giorno 25 il teatro Sociale era straripante (tiene più di 1.000 posti). Moltissimi non hanno potuto entrare. C'era una grande emozione, ma i ragazzi (più di 200 in un giorno di vacanza) sono stati molto bravi, quasi "professionali", anche i più piccoli. Non c'è stata nessuna sbavatura, neanche nelle attestazioni di solidarietà, tutte molto sobrie e contenute.
Gli unici che hanno accolto l'appello del sindaco a impedire la manifestazione sono stati gli iscritti a Azione Giovani che si sono presentati a presidiare il teatro con un volantino che rieccheggiava quelli della caccia alle streghe. C'era rappresentata una falce e martello con legato sopra con filo spinato un corpo e una scritta tipo "genitori volete questo per i vostri figli?". I ragazzi però erano già in teatro per le prove e non se ne sono neanche accorti. La polizia, una volta tanto, è intervenuta a tenere a bada azione giovani e non ad impedire l'accesso alla gente.

Insomma, quella che avrebbe potuto essere una normale iniziativa scolastica, una celebrazione come tante, si è trasformata in un momento di autentica resistenza. Almeno così l'hanno vissuta ragazzi, genitori e insegnanti.
Non mi era mai capitato un 25 aprile così sentito e vissuto nella scuola.
Forse non tutto il male viene per nuocere! Sicuramente tra i ragazzi e le ragazze coinvolte, dopo questa esperienza, molti diventeranno autentici antifascisti e, di questi tempi, non è poco.
Resta però l'amarezza del constatare che oggi queste cose accadono (qualche anno fa sarebbe stato impensabile), e che vivo in questa città con questi giornali e questi rappresentanti politici!
Un saluto un po' sconsolato
Mariateresa Liett