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LA PROTESTA COORDINATA DALLA RADIO DEI CENTRI SOCIALI
Sono due i convogli che trasportano materiale bellico americano attesi per oggi a Camp Darby, nei pressi di Pisa. Il primo, hanno fatto sapere fonti ufficiali, dovrebbe transitare nella cittadina toscana nel tardo pomeriggio, verso le 18. Silenzio e riserbo, invece, sul secondo convoglio di cui non è certa nemmeno la partenza. Fonti vicentine hanno comunque informato i pacifisti che sarebbero due i treni in attesa di partire nei pressi di Vicenza.
La Questura di Pisa, impegnata nel coordinamento delle manovre di sicurezza, chiede «dialogo e rispetto. Vogliamo evitare qualsiasi problema di ordine pubblico - hanno fatto sapere i vertici della Polizia - speriamo nella collaborazione di tutti affinché non succedano problemi».
NO WAR. Ma i Disobbedienti rispondono minacciando blocchi a macchia di leopardo. Vale a dire piccoli gruppi di persone che occupano i binari ferroviari anzichè affidare a manifestazioni con migliaia di persone il presidio delle stazioni ferroviarie. È la nuova strategia del No-global per cercare di fermare i convogli ferroviari carichi di materiale bellico. La linea Vicenza-Pisa è monitorata costantemente e c'è perfino un numero telefonico e un indirizzo web (www.sherwood.it) per segnalare gli spostamenti dei treni in
passaggio nelle stazioni e dare indicazioni sui percorsi.
STOP THAT TRAIN. Bloccare i treni passeggeri azionando il freno di emergenza per rallentare il traffico militare tra Vicenza e Pisa. È l'appello del Disobbedinete Luca Casarini che esplora nuova forme di protesta civile contro la guerra. «Dobbiamo bloccare i treni della morte - dice - e se azioneremo i freni di emergenza sulle tratte coinvolte li rallenteremo dando modo ai tanti manifestanti di occupare i binari ferroviari e attuare i blocchi nelle stazioni».
Per Casarini, dunque, fermare un treno grazie al freno di emergenza non comporterebbe sanzioni perchè, spiega «il freno si aziona in sistuazioni di emergenza, e la guerrà è una emergenza che mette in pericolo l'inculumità di tutti». E anche perchè «è un attentato usare le ferrovie per il trasporto di armi da guerra»
Rispondendo a questo invito, un improvvisato attivista per la pace ha tirato questa mattina il freno d'emergenza su un treno passeggeri che stava percorrendo la tratta Padova-Monselice, provocando un blocco imprevisto. La fermata forzata del treno ha causato ritardi a catena in tutta la rete ferroviaria veneta fino a Venezia, con ripercussioni anche sulle altre linee in partenza verso Nord e Sud. Lo sconosciuto ha quindi segnalato il suo gesto di protesta telefonando a Radio Sherwood, l'emittente padovana dei centri sociali, che segue in diretta costante l'evolversi della situazione.
«Quello che ha tirato il freno d'emergenza sul treno - raccontano dalla redazione di Radio Sherwood - ci ha detto che voleva contribuire così per provocare ritardi e disservizi lungo la linea dove sta passando proprio in questo momento uno dei treni diretti a Camp Darby. Da quanto ci risulta, il treno bellico è nella zona di Verona, lo teniamo d'occhio costantemente anche se non abbiamo in programma blocchi veri e propri perchè ci concentreremo sulla manifestazione di
mercoledì alle stazioni di Pisa e Grisignano di Zocco. Accogliamo comunque ogni forma di protesta e la rilanciamo attraverso la radio».
Azioni come quella di stamattina, che i «disobbedienti» hanno battezzato «boicottaggio dal basso», rischiano di creare un vero e proprio caos sulle linee ferroviarie creando disagi notevoli ai viaggiatori.
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