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La novità, secondo lei, riguarda i nuovi metodi di repressione che passano attraverso le pene pecuniarie. Sentite un esempio significativo. Suo marito, Ed, che da anni fa parte dell'organizzazione popolare Pax Christi, mesi fa è stato arrestato per avere manifestato pacificamente, assieme ad altre 500 persone, davanti alla più grande azienda di esportazione di armi, la Lockheed Martin.«La Lockheed Martin», mi specifica l'amica bibliotecaria, «produce e vende i jet D-16 Fighter, i missili Hellfire, le mine antiuomo gli AUP-3(M), armi impoverite di uranio, i missili Ballistic (SLBM) che vengono montati sul sottomarino Trident II, solo per dirne alcuni».Mesi prima, gli organizzatori della manifestazione pacifista, avevano concordato con le autorità cittadine la data e l'ora di una dimostrazione contro la guerra, garantendo che non ci sarebbero state violenze di alcun genere.La manifestazione c'è stata, tranquillissima, senza nemmeno un momento di nervosismo. Eppure,nonostante questo, 53 pacifisti sono stati arrestati per «disobbedienza civile». Ammanettati, sono stati tenuti prima per ore in un campo da tennis, poi, ammassati su furgoni, sono stati portati nella prigione di Milpitas, e subito processati al Elmwoos Correctional Facility. E sapete perché? Perché la fabbrica di armi Lockheed li ha denunciati per «danni morali». Gli organizzatori avevano fatto pubblicare, a loro spese, la notizia che i 28 precedenti alti dirigenti della Lockheed, sono oggi membri dell'amministrazione Bush. E che nel 2002 il vicepresidente della Lockheed, Bruce Jackson, è diventato presidente del comitato di liberazione dell'Iraq. E che, da quando la guerra dell'Iraq è cominciata, i contratti fra il governo attuale e la Lockheed sono cresciuti di 5 miliardi di dollari. Tutte notizie non smentite.Ai dimostranti è stato chiesto di scegliere fra il pagamento di 625,50 dollari o fare 80 ore di Servizio civile, oppure 9 giorni di prigione. Quasi tutti hanno scelto il servizio civile. Solo 4 hanno deciso per la prigione, per ragioni di principio, fra questi Larry Purcell, della Redwood City Catholic Workers.«La tattica è assolutamente inusuale» spiega Ed Ehmke, di Pax Christi, «e se avrà successo, impedirà quello che è sempre stato un diritto nel nostro Paese, il diritto di parola (free speech)». «Imponendo ingiustificate penalità economiche - la cui entità può essere controllata dalle aziende o gli Enti verso cui si rivolgono le proteste - aggiunge Julia Harumi Mass, dell'American Civil Liberties Union of Northern California - si tende a punire chi esprime dissenso e si soffoca la partecipazione della gente comune alla vita politica del Paese. Insomma la protesta diventerà da noi un privilegio solo per i ricchi».Questo sembra essere la faccia della repressione nuova generazione: non tanto manette e bastoni, ma soldi. Chi ha disponibilità finanziarie se la cava, sia che abbia ucciso, sia che abbia rubato in grande, sia che abbia semplicemente partecipato a una manifestazione pacifista. Chi non ha soldi, non si può permettere il lusso di criticare il potere, nemmeno quando ciò che dice è un fatto dimostrato. E' questa l'America repubblicana e democratica che molti di noi ancora sognano? Dacia Maraini
Postato da Fausto
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