Iraq, la guerra, quella mediatica
WASHINGTON. Il presidente americano George Bush ripete che non è più il tempo di «giocare a nascondino»
data: 22 Gennaio 2003
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fonte: LA STAMPA
Da Washingtton esce l'«apparato» delle bugie di Saddam

WASHINGTON. Il presidente americano George Bush ripete che non è più il tempo di «giocare a nascondino» e che ormai è chiaro che Saddam Hussein tenta solo di guadagnare tempo. E, mentre il capo degli ispettori Onu Hans Blix è rientrato a New York per preparare la relazione due portaerei nell'area del Golfo, Bush e Powell debbono anche registrare le decise prese di posizione di due tradizionali alleati europei: il cancelliere tedesco Schroeder fa sapere che Berlino dirà no ad un conflitto scatenato senza consenso delle Nazioni Unite e il presidente francese Chirac non esita ad ammonire che è pronto a fare uso del diritto di veto alle Nazioni Unite.

Si fa intenso, intanto, lo scambio di reciproche accuse, una vera e propria campagna mediatica, tra Stati Uniti e Iraq. Il ministro dell'informazione irachena Mohammed Said al Sahhaf ha dichiarato che un «muro di fuoco» attende i soldati americani e che per loro questa «guerra gratuita e oscena» sarebbe «una catastrofe».

A sua volta, l' Ufficio delle Comunicazioni globali americano diffonde l'«'Apparato delle bugie», un documento che elenca presunte nefandezze del regime di Baghdad che, tra l'altro, ammasserebbe decine di cadaveri di bimbi per poi presentarli come vittime delle sanzioni imposte dell' Onu.

Sul fronte italiano, dopo il colloquio con il segretario di stato americano Powell a Washington, il ministro degli esteri Frattini ha ribadito che non è possibile prendere alcuna decisione prima di conoscere l'esito della missione degli ispettori in Iraq. Qualora si dovesse arrivare ad un conflitto, comunque, l' Italia «non si tirerà indietro».

Frattini ha detto di aver ricevuto esplicite assicurazioni che gli Stati Uniti consulteranno gli alleati prima di qualsiasi intervento armato. Fin d'ora l' Italia si è dichiarata 'disponibilè ad appoggi di tipo logistico, come l'utilizzo di basi e dello spazio aereo italiano.



Postato da Bosio