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La guerra può essere fermata |
Pace. Siamo in molti, moltissimi, oggi a chiedere la pace. Siamo un'enormità a testimoniare contro una guerra tanto crudele quanto ingiusta. |
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Pace. Siamo in molti, moltissimi, oggi a chiedere la pace. Siamo un'enormità a testimoniare contro una guerra tanto crudele quanto ingiusta. Questa nostra presenza è un atto politico, una proposta che conta, che può davvero cambiare il corso delle cose. Che, in parte, le ha già cambiate.
Questa guerra forse può ancora essere fermata. L'ordine imperiale, che ha stretto il mondo in una morsa che pareva invincibile, oggi, per la prima volta dopo molti anni, è scosso.
Per la prima volta dopo il 1989, e l'avvento dell'era della globalizzazione, nel pianeta si sta scrivendo una pagina nuova. Chi la scrive è questo movimento per la pace che si è opposto alla dottrina di Bush e alla guerra preventiva; che non si è fatto ingoiare nella terribile spirale-terrorismo; che non ha perso la speranza neanche nei momenti più bui; che è stato capace di allargarsi, di convincere gli incerti, di dialogare con i diversi, di convogliare forze fino a ieri divise su un unico grande obiettivo; che vuole unificare la lotta contro la guerra a quella contro il liberismo, per un altro mondo.
E che in queste strade e in queste piazze di Roma e nelle piazze di tutto il mondo può dire di aver riscoperto la politica, di aver reso la pace proposta concreta.
Oggi il disordine è grande. L'assoluta volontà di guerra degli Usa, all'opposto, la volontà di pace del movimento stanno producendo un terremoto politico mondiale.
La guerra incontra nuovi ostacoli. La Francia, la Germania e la Russia hanno detto no. Ad esse si aggiunge la Cina. E gli Stati Uniti vedono almeno vacillare l'egemonia assoluta del loro comando. Tutto questo non si sarebbe verificato senza coloro che qui manifestano per la pace e che non si sono arresi. Il nostro no alla guerra senza se e senza ma, e il nostro no al neoliberismo, hanno liberato forze, attivato diplomazie, spostato Stati, modificato la posizione di gran parte dei mass media. Hanno prodotto un cambiamento che solo qualche giorno fa sembrava impossibile: quell'ordine mondiale a dominanza statunitense che non prevedeva ostacoli.
Ora è possibile pensare allo sciopero generale europeo contro la guerra. Pace.
15 febbraio 2003
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