I buoni vincono sempre
Scenografia perfetta: tramonto, una portaerei, un uomo sul ponte vestito con una tuta da aviatore e con un elmetto da ''top gun'' sotto il braccio scende da un jet da lui stesso pilotato. E' lui, George W. Bush.
data: 03 Maggio 2003
autore: Anna Pizzo
fonte: Carta
Scenografia perfetta: tramonto, una portaerei, un uomo sul ponte vestito con una tuta da aviatore e con un elmetto da ''top gun'' sotto il braccio scende da un jet da lui stesso pilotato. E' lui, George W. Bush.
Scena seconda: in abito scuro, il presidente parla per venti minuti e piange quando annuncia: "Nella battaglia per l'Iraq gli Stati uniti e i nostri alleati hanno prevalso... l'Iraq è libero".

Fin qui il telefilm americano. Subito dopo, la cruda realtà della guerra: "E' stata una vittoria nella guerra al terrorismo iniziata l'11 settembre 2001 e ancora in corso'', ha detto Bush sottolineando come "nessuna rete terrorista potrà ottenere armi di distruzione di massa dal regime iracheno, perché questo non esiste più''. Una disarmante quanto radicale ovvietà: se si distrugge un paese, molto probabilmente si distruggono anche le armi di distruzione di massa di quel paese. Ammesso che ci siano.

E' stato ben attento, Bush a non dichiarare ufficialmente la fine della guerra perché, in base alla Convenzione di Ginevra, la conseguenza sarebbe stata la liberazione di tutti i prigionieri, fra i quali alti esponenti del regime. Ed è stato vago anche sulla permanenza Usa nel paese: ci vorrà il tempo che ci vorrà, ha detto. ''La transizione dalla dittatura alla democrazia prenderà tempo e la nostra coalizione rimarrà fino a quando sarà finito il lavoro". Poi se ne andrà lasciando un Iraq libero''.

Su una cosa, invece, è stato lucidissimo: la guerra in Iraq si lega alla più ampia lotta contro il terrorismo. E c'è una bella differenza tra le guerre antiche, come la seconda guerra mondiale, quando " fu necessario distruggere intere città per abbattere i regimi". Oggi ''con nuove tattiche e armi di precisione, possiamo raggiungere obiettivi militari senza dirigere la violenza contro i civili". E, comunque, c'è una inconfutabile verità, che il presidente si sente di annunciare: "E' un grande progresso - ha detto - che i colpevoli abbiano più da temere dalla guerra rispetto agli innocenti''.

Tutti piangono, sul ponte della Lincoln. Dissolvenza.
Terza scena: il ministero pubblico della Confederazione svizzera ha avviato un'indagine preliminare nei confronti del presidente americano George W. Bush e del primo ministro britannico Tony Blair poiché nei loro confronti è stata presentata una denuncia per crimini di guerra da parte della Alliance de gauche, l'organizzazione ginevrina presente anche nel parlamento elvetico. Un'analoga denuncia è stata inoltrata anche in Belgio.