MILITARI SPINTI IN MISSIONE DA MISERIA ECONOMICA
...In termini economici, sei mesi di missione estera, soprattutto in zone belliche, contribuisce a comprarsi almeno metà della tanto agognata casa».
data: 13 Novembre 2003
fonte: (ANSA)
UNIONE ARMA CC, MILITARI SPINTI IN MISSIONE DA MISERIA ECONOMICA
(ANSA) - ROMA, 12 NOV - «Una morte annunciata».

Così l'Unac, Unione nazionale arma carabinieri, commenta l'attentato in
Iraq e invita «i governanti a esaminare la possibilità di un ritiro
immediato dei nostri uomini da questa situazione che potrebbe costare
ancora vittime al nostro popolo che ha già fin troppi problemi in patria».
«Dopo americani e inglesi - scrive il segretario generale dell'Unac, Antonio
Savino, direttore de La rivista dell'arma - non poteva che toccare ai
nostri carabinieri e soldati italiani in Iraq.

Ragazzi spinti alle missioni estere da non solo senso umanitario di aiuto a quelle popolazioni, da non solo senso di patriottismo o contributo alla lotta al
terrorismo ma anche e soprattutto per portare a casa qualche soldo in più
e vivere una vita con maggiore dignità». «Per essere assegnati alle
missioni estere - racconta Savino - tra i carabinieri vi è una
concorrenza spietata a suon di raccomandazioni. In termini economici, sei
mesi di missione estera, soprattutto in zone belliche, contribuisce a
comprarsi almeno metà della tanto agognata casa».


«La miseria economica in cui versano tutti i carabinieri, poliziotti e
militari italiani - prosegue il segretario dell' Unac - non può essere
sottaciuta come non può essere sottaciuto il mancato impegno degli attuali
governanti alle tanto evidenziate situazioni migliorative in tutto il
comparto sicurezza, in cui i carabinieri, parte integrante, vivono con
regolamenti da prima guerra mondiale e con stipendi da fame. Non siamo
guerrafondai, siamo solidali con quelle popolazioni ma costretti a
combattere una guerra che non tutto il popolo italiano e non tutto il
parlamento hanno voluto, perchè non avallata dall'Onu».
I nostri
carabinieri, denuncia l'Unione nazionale arma carabinieri, «non sono
affatto preparati nè psicologicamente nè professionalmente a combattere una
simile guerra civile come quella in Iraq. Chi ritiene il contrario, per
motivi di opportunismo, non dice il vero. Piangiamo i nostri morti e
assistiamo all'ennesima farsa di lacrime di coccodrillo da parte di chi una
certa responsabilità nell'invio di quel contingente deve pur averla».
(ANSA).
(ANSA).