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Il terzo Forum sociale mondiale si svolge in un mondo segnato dalla militarizzazione (una militarizzazione economica del governo degli Stati uniti sul resto del mondo), dall'aumento della sua prepotenza, dall'inefficenza e dal servilismo degli organismi internazionali, e da una prossima nuova guerra contro l'Iraq. Le conseguenze saranno tragiche per tutta l'umanita'.
Il Forum sociale mondiale e' stata una grande arena di dibattito, riflessioni e proteste com migliaia di intellettuali, militanti, leader, giovani e vecchi, che condividono l'opposizione al neoliberismo e a tutte le forme di oppressione. C'e' una grande pluralita' di opinioni tra i partecipanti, ma sono tutti uniti nell'opposizione all'attuale offensiva dell'impero statunitense.
Bush e Sharon hanno avuto molto successo nel raggiungere un solo risultato: unirci contro di loro.
Gli obbiettivi degli Stati uniti e della loro classe economica sono molto chiari: mantenere la potenza imperiale a tutti i costi. Vogliono trovare una via di uscita alla crisi capitalista scaricandone i costi sui popoli del terzo mondo. Vogliono monopolizzare l'accesso alle fonti di energia per il loro beneficio esclusivo. E vogliono recuperare velocemente i livelli dei loro profitti. Ogni volta che il capitalismo ha avuto delle crisi prolungate si è sempre appellato alla guerra e all'industria bellica in modo da recuperare l'accumulazione del capitale. Alla fine i capitalisti scopriranno velocemente che l'industria bellica è l'unica che produce una merce speciale. Una merce che è fatta per autodistruggersi, e così distruggere il lavoro accumulato, e una merce che apre spazi a nuove merci. Dai tragici episodi del settembre 2001, il governo degli Stati uniti ha speso più di 400 miliardi di dollari nell'industria bellica. E ha aumentato la sua offensiva in Medioriente, imponendo la guerra contro il popolo dell'Afghanistan, alimentandola in Palestina e adesso esigendola contro l'Iraq. In America latina, la sua politica si applica già su diversi fronti.
Primo. Alimenta com le armi e finanzia una guerra infinita in Colombia, che ha soltanto una via uscita politica. Sta accrescendo un assedio militare, imponendo varie basi in tutto il Sudamerica. Ha già posato i suoi stivali in Ecuador, in Bolivia, e adesso sta tentando di farlo anche in Argentina e Paraguay. In Brasile, ha concluso un accordo per l'utilizzo della base aerea di Alcantara, ma, avendo ferito la sovranità nazionale brasiliana, il parlamento ha contestato la sua legittimità. Ha imposto al governo di Cardoso l'installazione di un sistema di vigilanza in Amazzonia, tramite i satelliti, i radar e potenti computer (Sivam) costruiti dalle sue imprese, com un totale accesso all'informazione e ai dati su tutta l'Amazzonia.
Non contenti, gli Stati uniti ora vogliono imporre l'Accordo per il libero commercio delle Americhe (Alca). Che di libero non ha nulla, e non si limita solo al commercio. Si tratta di un piano strategico architettato dal governo di Washington che vuole sottomettere al controllo delle imprese statunitensi il territorio, le ricchezze, l'economia, gli investimenti, l'agricoltura, le sementi, la cultura, la moneta , le banche centrali, i servizi pubblici e persino i costi pubblici dei paesi dell'America latina. E, in questo modo, vogliono ottenere dei vantaggi comparativi, uscire più velocemente possibile dalla crisi e affrontare in migliori condizioni le imprese competitive dell'Europa e dell'Asia. Quello che gli Stati uniti non sono stati in grado di raggiungere con l'Accordo multilaterale sugli investimenti (Ami) e con la Wto, adesso lo vogliono imporre con l'Alca.
D'altra parte, dietro la militarizzazione del continente e l'imposizione dell'Alca, si nasconde l'obiettivo di garantirsi un accesso illimitato al petrolio ecuadoriano, colombiano e venzuelano. Di garantirsi un accesso illimitato anche ai beni della biodiversità amazzonica e all'acqua potabile. È per questo che gli Stati uniti vogliono imporre con l'Alca leggi che garantiscano la proprietà privata degli esseri viventi e della biodiversità, il controllo dei brevetti delle sementi transgeniche. Vogliono imporre un processo di proprietà privata non soltanto della terra e delle risorse minerarie ma ora anche dell'acqua. Che si trasformerebbe in una fonte eterna di guadagno per le sue imprese monopolistiche.
Tutte queste misure colpiscono direttamente l'agricoltura familiare, i contadini, la produzione degli alimenti, la sovranità alimentare, l'accesso ai beni della natura, e mettono a rischio il futuro dei contadini in quanto classe sociale e in quanto cittadini che vogliono vivere in ambienti rurali. È per questo che l'offensiva del governo Usa com l'Alca, la Wto, le basi militari, il controllo dell'acqua sta politicizzando e unificando tutti i contadini dell'America latina.
I movimenti contadini si stanno unendo e articolando sempre più intorno a Via campesina. Sono disposti a combattere ogni battaglia per impedire l'imposizione dell'Alca e che la Wto regoli i nostri prodotti agricoli, per impedire nuove basi Usa e smantellare quelle attuali.
Per fortuna, il popolo latinoamericano si sta svegliando, sta sorgendo un forte movimento unitario popolare per una campagna continentale contro l'Alca. Nei recenti processi elettorali, i popoli hanno votato decisamente contro il neoliberismo e la volontà degli Usa. È stato così in Ecuador, in Brasile, in Bolivia. E quest'anno accadrà di certo anche in Argentina e Uruguay.
Ci auguriamo che il Fsm sia uno spazio privilegiato per scambiare idee con altri movimenti sociali, intellettuali e accademici e per poter creare una grande unita continentale e mondiale contro l'offensiva dell'impero. Nessun impero è stato eterno, e neanche questo lo sarà.
Da 'Terraviva', quotidiano indipendente dell'Ips al Terzo Forum di Porto Alegre.
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