TeatrImpegnoCivile a Grugliasco e Torino


Quello che segue è il testo che ho scritto per il settimanale "Carta" (www.carta.org) che uscirà venerdì prossimo. (Carlo Infante)

La lettura militante del presente

E' definita come un'operazione di "teatro partecipato", sì in assonanza con l'idea di "bilancio partecipato" di cui si parlerà al Forum Sociale di Porto Alegre tra qualche giorno. Non è solo un buon slogan ma un modo per cercare di coniugare l'azione teatrale con le nuove domande sociali che emergono dai territori in cui interviene con i suoi spettacoli la comunità teatrale nomade dell'Impasto. Con "L'agenda di Seattle. Lo spazio pubblico dopo Genova e New York", in scena nel Teatro Tenda allestito nella Piazza del Comune di Grugliasco, alle porte di Torino, dal 24 al 26 gennaio, questa operazione rappresenta il momento centrale della rassegna TeatrImpegnoCivile che Viartisti propone (alla quarta edizione) rilanciando l'idea di una teatralità capace di interpretare i conflitti e fare discutere.

Un progetto, questo, che dopo "Muscaria" di Pietra Selva Nicolicchia, fabula teatrale di forte evocazione etica mediterranea, vedrà in programmazione il 9 febbraio anche "OGM. Organismi Genericamente Modificati" di Marco Solari (per informazioni 0117808717, viartisti@viartisti.it ). "L'agenda di Seattle" come progetto teatrale nasce già nell'autunno 2000 come "tentativo di lettura militante del presente, in termini sia artistici che umani", secondo la loro stessa rivendicazione, lucida e poetica al contempo. L'Impasto si misura con quell' "universo mitico contemporaneo" composto dalle tematiche che la stessa agenda del vertice dell'Organizzazione Mondiale del Commercio a Seattle nel novembre '99 aveva posto e che il movimento di rivolta fece esplodere come contraddizioni e che ora loro rimettono in gioco in una prova radicale di drammaturgia, danzata e interpretata con fenomenale tensione vitale.

Motore teatrale di questo evento è, secondo un intenso crossover tra arte e vita, la costruzione di momenti comunitari (all'interno delle due settimane di insediamento) in cui coinvolgere i ragazzi più impegnati e disponibili che agiscono politicamente nel territorio, come quelli incontrati nell' assemblea del Torino Social Forum, dove Alessandro Berti dell'Impasto è intervenuto mostrando le ragioni e dove poi si sono formati capannelli fino a tardi. Questo lavoro comporta la raccolta d' informazioni necessarie per l'individuazione di varianti locali di questioni di portata globale (come l' Alta Velocità in Val di Susa), coniugando locale e globale in un mirabile cocktail su cui siamo in tanti ad interrogarci e che troverà il 25 gennaio all'Università di Torino sviluppo in un convegno dal titolo "Glocal/NoGlobal. Le parole dei nuovi conflitti, tra teatro e impegno civile" che si presenta così.

"Pensare globale, agire locale" suggerisce Edgar Morin. E' un concetto forte e dinamico, utile per una critica alla globalizzazione capace di interpretarne anche le opportunità, cercando di tradurre in effettiva azione positiva la complessità di un rifiuto alle politiche di sfruttamento economicistico delle risorse. Partiamo da qui, entrando però nel particolare del progetto in cui si sviluppa questa riflessione: usando proprio la metafora del teatro per interpretare una di quelle parole nuove che stanno emergendo sintetizzando concetti: " glocal". Perché il teatro ? Perchè il teatro è una delle forme più emblematiche per esprimere, nel suo "qui ed ora", l'agire locale nel pensiero globale teso a misurarsi con l'alterità, la ricerca di altri scenari, e con i nuovi conflitti.

In questo senso l'evento teatrale "L'agenda di Seattle" del Teatro dell' Impasto ( e per altri versi "Muscarìa" di Viartisti e "OGM" di Marco Solari che aprono l'edizione 2002 di "Teatrimpegnocivile") può diventare un'ottima occasione per riflettere sulla complessità dei temi indotti dalla globalizzazione, in particolar modo dopo i fatti di Genova, l'attentato alle Torri Gemelle e il conflitto in Afghanistan.