Le 600 organizzazioni del comitato di mobilizzazione, hanno chiuso i 4 giorni di dibattiti con una agenda che va dal rifiuto alla militarizzazione del continente alla condanna della criminalizzazione della contestazione e al rifiuto totale dell' ALCA
Con una assemblea molto partecipata, è stato chiuso ieri (25/8/02), nell'aula magna della Facoltà di Medicina della Università di Buenos Aires, il Forum Sociale Mondiale. Le associazioni (più di 600) che aderiscono al comitato di mobilizzazione e le delegazioni internazionali che erano presenti, hanno ripudiato l'iniziativa Nord-Americana: di creare un'area di libero commercio (ALCA), la eventuale militarizzazione che è prevista con l'applicazione del Plan Colombia e di un intervento nel Chiapas, e di rifiutare il pago del debito estero dei paesi latinoamericani. Inoltre hanno dichiarato la loro opposizione alla criminalizzazione dei conflitti sociali.
Con lo scopo di concretare questi obiettivi, hanno confezionato un'agenda, dove ha un notevole risalto la marcia continentale contro l'ALCA, da realizzarsi a Quito Ecuador i giorni 28 e 29 ottobre 2002, in coincidenza della riunione dei ministri di economia del continente. Nel piano locale (cioè in riferimento all'Argentina) l'assemblea ha aderito alla convocazione dei politici della sinistra argentina (Luis Zamora, Elisa Carrio e Victor De Gennaro), per il prossimo 30 di agosto con la consegna "que se vayan todos" (che vadano via tutti).
"Lo fondamentale è la volontà del uomo in continuare la lotta". Questa è una frase de Ernesto "CHE" Guevara, che mette al centro la posizione che devono avere i militanti. Sebbene il movimento antiglobalizzazione è venuto alla luce solo da alcuni anni, nessuno può non riconoscere che esso ha ereditato la lotta dei partiti, circoli e lider rivoluzionari, che hanno lottato contro il colonialismo, la discriminazione e la segregazione razziale, sessuale e religiosa, così come ad altri sottoprodotti del capitalismo nei suoi diversi momenti storici.
Nell'assemblea di chiusura, hanno partecipato le delegazioni del Brasile, Peru, Ecuador, Colombia e Messico, oltre a quella Argentina. Tutti hanno accordato in rivalutare l'essere umano e costruire una nuova etica dove siano privilegiate le radici culturali latinoamericane. Il tavolo di presidenza dell'assemblea era costituto dal sociologo Josè Seoane, da Isaac Rudnik de "Barrios di Pie", da Beverly Keene di "Dialogo 2000", da Adrian Ruiz di "ATTAC" e di Josè Luis Bournassel del "Istituto di mobilizzazione dei Fondi Cooperativi".
Uno dei tavoli di lavoro più importante del Forum, denominato "L'abbattimento dei diritti sociali, da parte del capitalismo", è stato presieduto dalla Segretaria del Sindacato dei Maestri in Argentina, (CTERA), Marta Maffei, in una sua dichiarazione ha ribadito che "gli esclusi stanno rovesciando le ingiustizie nei suoi confronti, e hanno acquisito la dignità di costruire uno spazio comune, cioè, un'organizzazione di potere". A questo punto ricordo che poco tempo dietro aveva domandato ad un bambino che voleva fare da grande, la risposta era stata "El Piquetero" come il babbo.
Oltre alle denuncie delle ingiustizie nel mondo, il Forum ha tentato indicare qualche uscita alle crisi,. Così l'economista Julio Gambina dell'ATTAC ha dichiarato che "le soluzioni alla attuale crisi avrà il suo sviluppo, sicuramente nel terzo mondo, ricordando che il movimento di antiglobalizzazione era nato più nel Chiapas che a Seattle". Nel momento di caratterizzare il campo dove si terranno gli scontri, Gambina ha precisato che "non esiste un capitalismo umanitario, esso è sempre sfruttatore e per altro non cade mai da solo. Al capitalismo si lo deve vincere, ma non sono questi tempi di illuminati ne di lotte d'avanguardia. Questi sono tempi di rispetto delle forme di lotta che si organizzano dal basso, con i suoi tempi e i suoi metodi".
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