Ci vediamo a Firenze
data: 31 ottobre 2002
fonte: Carta

Carta Si potrebbe concludere, dopo che il consiglio dei ministri ha "confermato" il Forum sociale europeo a Firenze: "Tanto rumore per nulla". Ma sarebbe sbagliato. Prima di tutto, perché l'enorme quantità di parole idiote che ci sono piovute addosso in questi giorni lasciano dietro di sé, come le piogge acide, terreno e alberi inquinati.

Come ha osservato qualcuno, le parole "social" e "forum" sono diventate, per i lettori e i telespettatori meno corazzati, cioè la maggioranza, sinonimo di devastazione, saccheggio e teppismo. O, per lo meno, di qualcosa di fosco, sgradevole, con cui è meglio non avere a che fare. E questo è un primo risultato che la destra al governo può incassare. Risalire la china, introdurre antidoti a questo veleno non sarà facile. La seconda ragione per la quale bisogna stare con le orecchie tese, una volta incassata la decisione del governo di non rompere le scatole a chi ha tutti i diritti di riunirsi dove gli pare per discutere quel che gli pare, è che una esperienza simile il movimento antiliberista l'ha già vissuta: a Genova, dove erano annunciati attentati da circo equestre (i palloncini di sangue infetto, e simili), ciò che provocò l'ilarità di molti, e dove poi una più terrena operazione di polizia (combinata con i famosissimi, ormai, "black bloc": chi sono?) provocò ferite banali come teste rotte, torture ecc.

Se la destra ha suonato tutte le sue grancasse, potrebbe aver annusato (diciamo così, per generosità) che qualche provocazione è dietro l'angolo. Resta, poi, il fatto che da stamane sono stati ripristinati i controlli alle frontiere, in virtò di quel famoso articolo 2 del Trattato di Schengen, e, anche in questo caso, atteggiamenti arbitrari, respingimenti indiscriminati, esibizione di armi alle frontiere non sono affatto esclusi, anzi.

Ma, in conclusione (parziale) di questa pagina imbecille dell'informazione e del "dibattito" politico nel nostro paese, la cosa da dirsi è, secondo noi, molto semplice: verrà molta gente, moltissima, al Forum europeo, e ci verrà non per schivare proiettili, ma per incontrare altri, discutere, concertare azioni sociali positive, elaborare strategie e costruire alternative a quello stato di cose che, tra l'altro, produce Berlusconi. Il Forum è un Forum, e questo è il suo bello.