Cinque aree tematiche, divise in conferenze, dialoghi, testimonianze, seminari e workshop. Ma si discuterà soprattutto di guerra e globalizzazione. Guida ragionata a Porto Alegre
Obiettivo di questo terzo Forum sociale mondiale di Porto Alegre è quello di organizzare le strategie affinché le proposte elaborate al precedente forum ma anche nei forum continentali svoltisi durante quest'anno, possano essere realizzate. Per questo l'intero forum è stato diviso in cinque aree tematiche, fondamentali per districarsi nella babele di conferenze, tavoli di dialogo e controversie, «panel» e testimonianze, seminari e workshops (in tutto 1710), che si svolgeranno dal 23 al 28 gennaio tra l'università Puc, l'Armazéns do Cais do Porto e il Campo della gioventù. La prima area tematica è dedicata allo «sviluppo democratico e sostenibile», le altre a «principi e valori, diritti umani, diversità e uguaglianza», «media, cultura e contro-egemonia», «potere politico, società civile e democrazia», «ordine mondiale democratico, lotta contro la guerra e per la pace». Ma a catalizzare gran parte dell'attenzione sarà inevitabilmente il tema delle guerre, e in particolare l'opposizione preventiva a quella contro l'Iraq, da un lato (in questo senso, si sta preparando la mobilitazione contro il vertice della Nato che si svolgerà a Monaco in aprile); dall'altro, la critica alla globalizzazione e alle grandi istituzioni sovranazionali che la governano. Per questo sarà annunciata l'opposizione alla creazione dell'Area di libero commercio delle Americhe (Alca) e le mobilitazioni contro il summit del Wto, l'Organizzazione mondiale del commercio, previsto a settembre a Cancùn, in Messico; e contro la riunione dei G8 che, dopo la parentesi di Kananaskis, nelle Montagne rocciose canadesi, torna in Europa, nella cittadina francese di Evian, ai confini con la Svizzera, dall'1 al 3 giugno. Con l'obiettivo dichiarato di farli fallire, come accadde a Seattle nel novembre del `99 (anche allora si riuniva il Wto). Mentre al no alla guerra sarà dedicata la grande manifestazione di chiusura del Forum, che potrebbe decidere di estendere ad altre capitali mondiali lo sciopero europeo contro la guerra del 15 febbraio deciso al termine del Forum sociale europeo di Firenze. Forniamo di seguito una mappa ragionata dei più significativi appuntamenti portoalegrensi, giorno per giorno, premettendo che oggi e domani si riunisce nella capitale del Rio grande do sul il Consiglio mondiale del Forum, mentre il 23 si incontreranno i movimenti italiani.
24 gennaio
Si parte con una conferenza «Contro la militarizzazione e la guerra», con l'intellettuale pakistano Tariq Alì e il senegalese Samir Amin. Segue la conferenza su «Terra, territorio e sovranità alimentari», con il leader del movimento dei Sem terra brasiliani Joao Pedro Stedile. Contemporaneamente, un panel discuterà di «Impero, guerra e unilateralismo», con Michael Albert di Znet, José Luiz del Rojo di Punto Ross. E un altro di «Resistenza alla militarizzazione», con Flavio Lotti della Tavola della pace e Amy Goodman, del movimento nordamericano contro la guerra. Per i «tavoli di dialogo», occhio puntato su «Quale globalizzazione e come deve essere governato il mondo», con l'ex presidente portoghese (attualmente è deputato europeo socialista) Mario Soares. Sempre nella mattinata, nel panel su «Globalizzazione, informazione e comunicazione» interverranno Bernard Cassen di Le monde diplomatique, Giulietto Chiesa, Beth Costa della Federazione nazionale dei giornalisti brasiliana, Anna Pizzo di Carta e David Barzaniana della statunitense Alternative radio. Nel panel su «Nuovi e antichi movimenti sociali», invece, si confronteranno organizzazioni come molto diverse fra loro come ad esempio Greenpeace e i SinCobas (rappresentati da Luciano Muhlbauer). Di particolare interesse il panel su «Wto: la strada per Cancùn», con Kjeld Jakobsen, dell'Hemispheric social alliance brasiliana; Lori Wallach di Public citizen; Mohau Pheko della sudafricana Igtn; Muthoni Muriu, senegalese, dell'ong Oxfam; Stanley A. Gacek, del sindacato Usa Afl-Cio, Paul Nicholson di Via Campesina e il malese Martin Khor.
25 gennaio
Si parte con una conferenza su «Dominio delle multinazionali e crisi del sistema finanziario», con Susan George. Le altre due conferenze saranno su «Fondamentalismo e intolleranza» e «Diritti e diversità». Per i «tavoli di dialogo» si discuterà invece di «Che alternative esistono di fronte alla crisi del capitalismo e in che consiste la crisi finanziaria?», con Pierre Sané dell'Unesco. Tra i panel, particolarmente interessante quello su «Pieno impiego e regolamentazione del lavoro», con il segretario della Fiom Gianni Rinaldini, Joao Felicio della Cut brasiliana, Emilio Gabaglio, vicepresidente della Ces, la Confederazione europea dei sindacati, e Lee Heyi Soo della Kctu coreana. Singolare il dibattito su «Insorgenza cittadina contro l'ordine stabilito», che vedrà a confronto il segretario della Cgil Guglielmo Epifani e il disobbediente Luca Casarini, e ancora Francois Houtard del Forum mondiale delle alternative, Silvana Saravia di Barrios de Pié, Argentina, la Rete degli illegali statunitense e il brasiliano Francisco Whitaker. Nel pomeriggio, «Ordine mondiale: sovranità e ruolo dei governi e dell'Onu», con Roberto Bissio, uruguaiano di Social watch e Alfio Nicotra di Rifondazione comunista. E ancora, «Come possiamo assicurare una diversità culturale e linguistica?», con Luciana Castellina. Altri panel affronteranno la questione delle «Strategie democratiche per risolvere i conflitti internazionali», con il palestinese Mustafa Barghouti, e della «Cooperazione democratica: integrazione, multilateralismo e pace».
26 gennaio
Da segnalare sicuramente il dialogo su «Tensioni e rapporti tra movimenti sociali, partiti e istituzioni: come affrontare la questione per una democrazia partecipativa?», cui parteciperanno il segretario del Prc Fausto Bertinotti, il ministro del Quebec Louise Beaudoin, José Genoino del Pt, Gilmar Mauro dei Sem terra, Willy Madisha del Cosatu sudafricano e Leyla Daklhi di Aargh!. Tra le conferenze, Citto Maselli, Fernando Solanas e Samira Makhmalbaf discuteranno di «Cinema e politica», Leonardo Boff ed Eduardo Galeano di «Pace e valori» e il direttore di Le monde diplomatique Ignacio Ramonet di «Media e globalizzazione». Interessante e ricco di partecipanti il panel «Per il pieno accesso all'acqua, al cibo, alla terra», ma si discuterà anche di «Prospettive future dei movimenti» con Piero Bernocchi dei Cobas, i pacifisti americani di Not in our name e altri movimenti.
27 gennaio
E' il giorno della grande manifestazione contro la guerra. Ma si parlerà anche di «Impunità» con Adolfo Perez Esquivel e «Come affrontare l'impero» con Noam Chomsky e la scrittrice indiana Arundathi Roy. E ancora, dialogo su «L'opposizione alle guerre del XXI secolo, come costruire la pace tra i popoli?», con Jean Ziegler e Vittorio Agnoletto.
Postato da Rosario