Campagna per fermare l'espansione dell'accordo GATS e del WTO a Cancun
Risposte alle più frequenti domandeche potrebbero rivolgervi sul GATS.
data: 02 Settembre 2003
autore: www.campagnawto.org
fonte: www.campagnawto.org
1. Che cos’è il Gats?

Il Gats (General Agreement on Trade Services) è l’Accordo Generale sul Commercio deiServizi firmato nel 1994 dai Paesi che diedero vita al WTO (World Trade Organization,Organizzazione mondiale del commercio). Come stabilito da una specifica clausola, nel 2000sono iniziati i negoziati per il suo ampliamento.Il GATS è un accordo che impegna i paesi a mettere sul mercato internazionale,sottoponendoli alle regole del WTO, tutti servizi, compresi quelli essenziali (scuola, sanità,assistenza, acqua).
Non esiste un obbligo che impegni i Paesi firmatari a liberalizzare tutti isettori, ma di fatto tutti i paesi stanno facendo numerose e pressanti richieste diliberalizzazione agli altri membri della WTO perché l’obiettivo è proprio quello che il GATSregoli tutte le tipologie di servizi esistenti.Come ha riconosciuto Pascal Lamy, il commissario europeo per il commercio (che statrattando per conto dell’Unione Europea: “Se vogliamo migliorare il nostro accesso ai mercati stranieri non possiamo certo mettere al riparo i nostri settori protetti. Se vogliamoarrivare a un accordo globale dobbiamo essere pronti a negoziarli tutti”.

2. Perché il Gats è un pericolo?

Le privatizzazioni, voi direte, esistono già. Ciò che cambierà, col nuovo Accordo sui servizi, èil modo: dato che la WTO vieta qualsiasi “discriminazione” tra “concorrenti”, ossia trafornitori di servizi, che siano essi pubblici o privati, imprese nazionali o straniere, di fatto igoverni, gli enti locali, i poteri pubblici in generale si troveranno nell’impossibilità diregolamentare la fornitura dei servizi, garantendo quelli essenziali a tutta la popolazione.Verrà reso impossibile un vero controllo democratico sulla fornitura dei servizi, chediventerebbero merci come le altre (disponibili, quindi, solo per chi può pagarli) e non piùrisposte a diritti umani fondamentali. Il che vuol dire che le tariffe aumenteranno, anche perché l’esperienza dimostra che quando c’è un oligopolio, ovvero un settore del mercato èdominato da poche grandi imprese, facilmente si formano “cartelli” allo scopo di tenere alti iprezzi. Colpirà inoltre i contratti di lavoro nazionali e probabilmente costerà massiccilicenziamenti ai dipendenti dei servizi pubblici. Il Comitato di sorveglianza sui consumi deiservizi pubblici internazionali prevede che “l’èlite potrà concedersi le cure fornite dai gruppiprivati; gli altri se la dovranno sbrogliare con ciò che resta del servizio pubblico”.Ma uno Stato non può annullare un impegno sottoscritto sotto il GATS ?Una volta messo sul mercato mondiale un settore, tornare indietro diventerà praticamenteimpossibile, perché un paese facendo marcia indietro (comunque dopo almeno tre anni)dovrebbe offrire pari compensazioni commerciali in altri ambiti a tutti i paesi membri del WTO.

3. A chi è utile il Gats?

la Commissione dell’Unione Europea ha definito il Gats “prima di tutto uno strumento al servizio del profitto”.Non ci si deve stupire perciò che il Gats sia stato fortemente voluto dalle lobby delle grandi imprese di servizi.In un mercato ormai saturo di prodotti, le grandi imprese da un lato si buttano sullaspeculazione finanziaria, dall’altro cercano ansiosamente nuovi mercati. Smantellando ilsistema dei servizi pubblici avrebbero un nuovo gigantesco mercato a loro disposizione, checomprende la classe media e alta del Sud del mondo e potenzialmente quasi tutta lapopolazione del Nord.Il valore globale del commercio dei servizi nel 1999 era stimato intorno ai 1340 miliardi didollari, circa un terzo del commercio totale. Tuttavia il dato è considerato in larga misura sottostimato perché non tiene conto degli scambi che avvengono all’interno di filiali econsociate delle stesse imprese.
Secondo l’economista Susan George, il mercato dell’istruzione è stimato in realtà intorno ai 2.000 miliardi di dollari e quello della sanità addirittura intorno ai 3.500.La torta come si vede è bella grande, ma i commensali sono grossi e affamati: nell’elencodelle 100 principali multinazionali del mondo, ben 64 forniscono servizi, praticamente tuttedi paesi occidentali (Usa, Canada, UE, Giappone). E’ evidente che i signori delle impresehanno tutto l’interesse a che un accordo internazionale sul commercio dei servizi vengaconfezionato su misura per i loro interessi, ed è esattamente questo che sta succedendo dietro le quinte.

4. Perché il Gats viene negoziato in gran segreto ?

Soprattutto per coprire i veri interessi che stanno dietro l’accordo e per mascherare il suo reale significato: è molto probabile che le società civili e i parlamenti di molti paesi siopporrebbero alla svendita dei servizi pubblici, per questo sia il parlamento europeo che i parlamenti nazionali vengono tenuti all’oscuro delle trattative.Anche i mass media si guardano bene dal parlarne, e quindi il grande pubblico è totalmente ignaro di quel che si sta tramando alle sue spalle. E’ stata una Ong olandese, la CorporateEurope Observatory, a scoprire e pubblicare 29 documenti contenenti le richieste che l’UE intendeva rivolgere ad altrettanto paesi (tra queste, la richiesta generalizzata di liberalizzarela distribuzione dell’acqua potabile) e che dovevano restare riservati. “Seattle to Bruxelles”,il coordinamento di Ong europee che si è costituito per realizzare una campagna diopposizione al Gats, ha richiesto ripetutamente ed esplicitamente una maggior trasparenzaa Pascal Lamy. Il quale ha risposto che le trattative in sede WTO hanno una “tradizione diconfidenzialità” (sic) e ha ulteriormente ristretto l’accesso ai documenti.

5. Quali passi si stanno facendo per “preparare” il Gats?

In tutto il mondo è evidente la corsa a privatizzare i servizi, o comunque a incentivare ilricorso a quelli privati. In molti casi si tratta di “libere scelte”, in altri (vale per esempio pergran parte dei paesi del Sud del mondo) si tratta di scelte obbligate dai Piani diaggiustamento strutturale imposti dal Fondo Monetario Internazionale come condizione peraccedere a nuovi prestiti (il che è quasi inevitabile per paesi strangolati dal debito estero).Anche in Italia questa tendenza è evidente: i servizi pubblici – in particolare nei settoridell’istruzione e dell’assistenza sanitaria e sociale – sono stati ridotti all’osso dalle leggifinanziarie degli ultimi due anni. I buoni scuola e gli sgravi fiscali per chi sceglie l’istruzione privata sono un’evidente incentivazione all’iscrizione alle scuole private, mentre dall’altraparte la scuola pubblica subisce tagli di organici, di orari, di servizi (dalle materia insegnateal sostegno per i disabili). In campo sanitario, i servizi pubblici ricevono sempre menofinanziamenti, posti letto e organici vengono tagliati, le regioni dovranno arrangiarsi afornire quello che possono gestendo autonomamente i finanziamenti ricavati dalle tasseregionali.Infine, la finanziaria 2002 obbliga i comuni a rinunciare alla gestione diretta di vari servizipubblici, dalla raccolta dei rifiuti alla fornitura di gas ed elettricità alla depurazione edistribuzione dell’acqua, obbligandoli a indire entro il 2004 gare d’appalto per consegnarequesti servizi. L’Italia è dunque il primo paese del mondo che per legge privatizza ladistribuzione dell’acqua potabile.

6. Quali sono le scadenze del Gats?

Febbraio 2000, inizio negoziati

30 giugno 2002, presentazione da parte di tutti i paesi delle loro richieste, (i settori a cui le loro imprese sono interessate);

31 marzo 2003 presentazione delle offerte, (elenco settori che è disposto ad aprire).

11/13 settembre 2003, Conferenza Ministeriale a Cancun, in Messico, passaggio fondamentale per consolidare l’accordo e risolvere le difficoltà negoziali.

31 dicembre 2004, fine dei negoziati.