G8 - La pistola in parlamento
Interrogazione di Ds, Verdi e Prc. Botta e risposta tra Scajola e il padre di Giuliani
data: giugno 2002
autore: A. MAN.
fonte: il manifesto
La perizia arriverà a giorni sul tavolo del pm Silvio Franz, i consulenti stanno ancora lavorando alla ricostruzione dell'omicidio di Carlo Giuliani. Entro la settimana presenteranno le conclusioni scritte e lunedì 10 il cd-rom completo. Bastano però le indiscrezioni, dal colpo «di rimbalzo» alla «pistola manomessa», per scatenare polemiche a non finire. Ed è solo un assaggio di quanto avverrà alla fine, quando Franz deciderà se chiedere l'archiviazione per legittima difesa oppure il rinvio a giudizio del carabiniere Mario Placanica. Il capo di Franz, il procuratore Luigi Meloni, propende notoriamente per l'archiviazione. Potrebbe insomma non bastare l'impegno di Giuliano Pisapia, legale dei Giuliani: «Placanica, tra interrogatori e interviste, ha sostenuto versioni discordanti. Noi non chiediamo punizioni esemplari ma solo verità e giustizia. O Placanica dice la verità, oppure solo la verifica dibattimentale, nel contraddittorio delle parti, potrà portare a ricostruire quanto è avvenuto». Decisivo è l'elemento soggettivo, l'intenzione che animava Placanica prima di sparare - quando cioè teneva gli assalitori sotto tiro - e mentre lo faceva. L'esito finale di questa brutta storia dipende da queste valutazioni e non certo dal centimetro in più o in meno nella relazione di un perito balistico.

Fin dall'inizio comunque ci sono troppe «stranezze». Il proiettile mortale non è stato mai trovato, l'autopsia fa acqua da tutte le parti, non è chiaro neanche se sulla jeep dei ci fossero tre o quattro carabinieri (ma comunque è stata sequestrata una sola pistola). E adesso le «anticipazioni» sulla perizia: il colpo che ha ucciso il 23 enne genovese - ha annunciato la solita gola profonda - potrebbe aver rimbalzato su qualcosa, forse sull'estintore imbracciato da Giuliani (c'è un frammento di un metallo diverso sul passamontagna del ragazzo). Dunque Placanica aveva sparato in aria, se Giuliani è morto è stata una fatalità. L'avvocato del militare, Umberto Pruzzo, non chiedeva di meglio: il «rimbalzo» può dare un senso a quella traiettoria dall'alto in basso, che così com'è fa pensare solo a un colpo sparato per uccidere.

I periti, peraltro, avrebbero anche concluso che Giuliani non era a mezzo metro (come sostenuto dai primi consulenti del pm e dalla difesa di Placanica) ma almeno a tre metri dalla jeep, dunque non costituiva una minaccia così grave. E ancora: durante l'autopsia sarebbero scomparsi frammenti del proiettile, ben visibili alla tac e mai ritrovati in seguito. E ancora: nonostante fosse sotto sequestro la Land Rover sarebbe stata «ritoccata», mancherebbero una maniglia (forse «responsabile» di alcune lesioni riportate dai militari) e le ammaccature provocate dal doppio impatto con il cassonetto di piazza Alimonda. Anche la pistola di Placanica presenta «manomissioni», ma a quanto pare precedenti a quel maledetto 20 luglio 2001.

Marco Boato (Verdi), Graziella Mascia (Prc), Antonio Soda e Katia Zanotti (Ds) hanno presentato un'interrogazione per sapere cosa farà il governo se saranno accertate le manomissioni di jeep e pistola. E per restare alle polemiche c'è stato anche uno sgradevole botta e risposta tra Giuliano Giuliani e Claudio Scajola, ministro dell'interno.

Il padre di Carlo Giuliani ha detto che delle indiscrezioni gli importa poco: «L'unica certezza è che mio figlio è stato ucciso e la responsabilità non è di uno, ma dello stato». Ma lo stato non ha pietà: «Lo stato garantisce il dissenso - ha replicato il ministro dell'interno - non la violenza. E a Genova c'è stata violenza». Scajola ammette che «singoli singoli appartenti alle forze di polizia» hanno sbagliato. Ma conclude: «Guai a mettere sullo stesso piano coloro che scendono in piazza per commettere violenza e coloro che scendono in piazza per garantire l'ordine e la difesa della gente».