In un video l'ultima novità su Giuliani: il
colpo deviato da un sasso dei no global Perizie e
indiscrezioni Un calcinaccio di due chili, lanciato verso la
jeep, avrebbe distorto la traiettoria di 25 gradi. Attesa per
l'ultima relazione. Il papà di Carlo: «Si scoprirà che era un
tiro al piattello» Sembra uno scherzo.
Prima ci hanno provato con l'estintore, dicendo che il
proiettile del carabiniere ha colpito Carlo Giuliani solo dopo
aver «rimbalzato». Ma siccome l'estintore non porta segni
certi del passaggio di una pallottola, ora hanno cambiato
idea. «A deviare il colpo è stato un sasso, una pietra, forse
un calcinaccio». Ma come un sasso? Sì, un sasso. Uno di quelli
lanciati dai «facinorosi» contro la jeep dei carabinieri in
piazza Alimonda. Non è la prima volta che accusano un sasso:
quel 20 luglio di un anno fa, quando Carlo era ancora per
terra, un poliziotto era stato ripreso da Mediaset mentre
inseguiva un manifestante al grido di «l'hai ucciso tu con il
tuo sasso». E dove l'hanno trovato il sasso? Era lì anche lui,
a disposizione in un video depositato agli atti. Se i periti
del pm Silvio Franz non l'hanno trovato prima la colpa sarebbe
di Luna rossa cinematografica, accusata di aver
consegnato un filmato «monco», «manipolato», privo cioè dei
fotogrammi decisivi. La sequenza del sasso i periti
l'avrebbero vista solo lunedì in procura in un altro filmato e
- secondo le solite indiscrezioni - avrebbero fatto «un salto
sulla sedia». Ora Luna rossa è sotto tiro: ieri la
squadra mobile si è presentata negli uffici di Mauro Berardi,
produttore che ha lavorato con Benigni e Troisi e oggi dirige
questa piccola società indipendente (sul G8 ha realizzato
Il cinema italiano a Genova, regia di Michelangelo
Ricci, un film che ironizza su cineasti e no global).
«Cercavano le cassette originali - ha raccontato Berardi - ma
io ho già consegnato tutto. 290 ore girate da 20-25 operatori,
compreso il materiale tagliato nel montaggio». Berardi e i
suoi sono tranquilli ma non si può escludere che a Genova
venga aperto un fascicolo a loro carico. E forse è l'avvio di
una manovra più ambiziosa, diretta a screditare gli operatori
indipendenti troppo cattivi con la polizia.
Ma cosa si
vede in questo filmato mostrato ieri anche dai tg? Una pietra
che vola verso la camionetta e poi va in briciole, non lontano
dal tettino, in una nuvola di polvere bianca. L'impressione è
che vada a picchiare sullo spigolo del tetto, precisamente
sulla seconda «i» della parola «carabinieri» dove la
carrozzeria sembra intaccata. Invece no. Lunedì i periti del
pm hanno chiesto altri dieci giorni per mettere nero su bianco
l'ultima novità: il colpo, sparato verso l'alto dal
carabiniere Mario Placanica, avrebbe cambiato direzione e
colpito Giuliani dopo l'impatto con la pietra. Fonti vicine al
collegio peritale, che da giorni moltiplicano le fughe di
notizie, parlano ora di un «calcinaccio» di circa due chili. E
persino l'angolo della deviazione sarebbe determinabile. Fin
qui i consulenti scrivevano che la traiettoria è stata
modificata, precisando di non poter quantificare. Ora invece
ipotizzerebbero una deviazione di 25 gradi.
E' stato il
video a segnare una svolta nel lavoro dei periti balistici
Paolo Romanini e Pietro Benedetti, dell'informatico Nello
Balossino e del medico legale Carlo Torre. Con il sasso i
consulenti spiegano i piccoli elementi obiettivi che li hanno
spinto a ipotizzare una deviazione della traiettoria. Come è
noto, sono partiti dalla frammentazione della pallottola (un
pezzetto della camiciatura era nel cranio di Giuliani: lo dice
la tac anche se il reperto è andato perduto) e dalle tracce di
un piombo diverso, non appartenente alla pallottola, ritrovate
nel passamontagna della vittima. Quel materiale, secondo i
periti, è «di frequente osservazione in comuni manufatti e in
particolare nei materiali per l'edilizia e nelle vernici». Era
l'estintore? No, il sasso.
Ma dovranno anche chiarire,
i consulenti, come mai non si veda una pistola puntata verso
l'alto e all'esterno del Defender (dall'interno,
sparando in aria, il proiettile avrebbe trapassato il tettino
lasciando un foro), mentre i filmati mostrano chiaramente
un'arma puntata ad altezza d'uomo, a circa un metro e mezzo da
terra e leggermente all'interno della jeep. Nell'ingrandimento
si vede anche una nuvoletta, forse prodotta dallo sparo, che
va dritta verso Giuliani. E si scorge persino qualcosa di
rossa che somiglia all'estintore, in volo verso la jeep
proprio nel momento in cui la pietra si sgretola: non sarà che
tutto questo avviene dopo lo sparo, quando cioè la
vittima rotola e l'estintore se ne va per conto suo? Su questi
elementi lavorano anche Claudio Gentile e i periti nominati da
Giuliano Pisapia, legale dei Giuliani. Presenteranno una
controrelazione anche se ormai, a Genova, sembra scontato che
il pm Franz chiederà l'archiviazione e rinuncerà all'accusa di
omicidio, riconoscendo la legittima difesa.
Il padre di
Giuliani ha reagito con amaro sarcasmo. «Siamo ormai alla
sommatoria delle perizie. Una dopo l'altra - ha detto Giuliano
Giuliani - sento sempre più uno stridore di unghie sui vetri,
ma credo che gradatamente ci si potrà avvicinare alla verita.
Verrà fuori che Carlo si è suicidato e che quel giorno in
piazza Alimonda c'era un' esercitazione di tiro al piattello».
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