Ai rappresentanti delle Forze dell'Ordine |
A proposito delle nuove foto sulla morte di Carlo Giuliani e l'eventuale responsabilita' di un "terzo uomo" sulla jeep oltre Cavataio e Placanica. Io credo che in realta' quanto successo a Genova in Piazza Alimonda non fosse la volonta' di alcun Ministro ne' di alcun grigio tecnocrate o generale. Io credo che lorsignori avrebbero preferito di gran lunga un morto fra le Forze dell'Ordine. Avrebbero voluto un giovane Carabiniere di 19 anni da immolare, una madre per fare piangere tutte le madri, e poi leggi speciali per il "movimento", perquisizioni, arresti, i portavoce in galera, ecc... |
Fonte : Indymedia italiaAutore : Puskas |
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A proposito delle nuove foto sulla morte di Carlo Giuliani e l'eventuale responsabilita' di un "terzo uomo" sulla jeep oltre Cavataio e Placanica. A tutti i rappresentanti delle FF.OO. che si collegano a Indymedia. Io comunque una riflessione la farei. E credo di dare uno spunto alla discussione. Visto che questo sito e' "visitato" dalle Forze dell'Ordine, i commenti potrebbero essere interessanti. Io credo che in realta' quanto successo a Genova in Piazza Alimonda non fosse la volonta' di alcun Ministro ne' di alcun grigio tecnocrate o generale. Io credo che lorsignori avrebbero preferito di gran lunga un morto fra le Forze dell'Ordine. Avrebbero voluto un giovane Carabiniere di 19 anni da immolare, una madre per fare piangere tutte le madri, e poi leggi speciali per il "movimento", perquisizioni, arresti, i portavoce in galera, ecc... Del resto chiedo ai ragazzi del Tuscania che "avrebbero sbagliato strada", incrociando il corteo delle tute bianche, il perche' di questo errore. L'elicottero sulle loro teste non avrebbe visto il Tuscania sbagliare strada? E chiedo con franchezza a quanti fra le FFOO si collegano da queste parti di riflettere su questa supposizione. Un blindato isolato e "assaltato" in Piazza Alimonda, bloccato da un cassonetto, un plotone dei CC a pochi metri che non interviene, nessun lacrimogeno sparato da questi, nessun intervento per liberare i compagni rimasti bloccati. La strategia non e' nuova. E ricordo ai Carabinieri che i fascisti negli anni 70, per destabilizzare, uccidevano i Carabinieri. [...] Strage di Peteano (Gorizia), 1972. Avvertita da una telefonata anonima, una pattuglia dei carabinieri, giunge in località Peteano, in provincia di Gorizia. La chiamata, arrivata al centralino del pronto intervento alle 22.35, ha descritto un’auto da controllare: una Fiat 500 che presenta due fori di pistola sul parabrezza. Insomma un normale controllo.I carabinieri si avvicinano alla piccola vettura, la esaminano, poi uno di loro cerca di aprire il cofano: l’auto salta in aria. Collegato al gancio di apertura un ordigno con detonatore a strappo. Muoiono, dilaniati dall’esplosione, il brig. Antonio Ferraro e i carabinieri Donato Poveromo e Franco Dongiovanni. Restano gravemente feriti il ten. Francesco Speziale e il brig. Giuseppe Zazzaro. Chi ha ordito quella micidiale trappola? L’inchiesta sulla strage di Peteano rivelerà un’intricata trama fatta di depistaggi, servizi segreti, vecchi arnesi del golpismo nostrano, militari infedeli e neofascisti convinti di lottare per la rivoluzione, in realtà solo strumenti di provocazione. Della strage di Peteano si è autoaccusato una delle più emblematiche figure del neofascismo italiano: Vincenzo Vinciguerra, condannato all’ergastolo con sentenza passata in giudicato. Vinciguerra - senza mai accettare né la qualifica, né i benefici spettanti ad un collaboratore di giustizia e soprattutto senza rinunciare alla sua identità - da anni sta ricostruendo l’ambiente e i legami che sono all’origine dello stragismo italiano. [...] da www.misteriditalia.com Insomma, i Carabinieri, sono stati carne da macello per i tecnocrati e i servizi segreti italiani. E gia' questo dovrebbe porre dei dubbi agli stessi su chi sono i loro difensori (Forza Nuova, la destra di governo, ecc...). Questa volta, ovvero a Genova, le oscure volonta' di chi comanda veramente la piazza non sono ancora saltate fuori. Ma alcuni punti dovrebbero far riflettere. - Il corteo dei disobbedienti non minacciava nessuno scontro epocale. Inoltre l'adesione dei Giovani Comunisti (Rifondazione Comunista) al corteo avrebbe dovuto togliere ogni dubbio ai questurini che quella sarebbe stata una manifestazione che cercasse lo scontro duro con le FFOO. - Il questore di Genova ha parlato di una messinscena da attuare alla fine di via Tolemaide, a 200 metri dalla zona rossa, con blindati dotati di grate metalliche, per fare un po' di scena appunto; il questore rimosso non aveva intenzione di scatenare l'inferno in citta'. - L'ordine di attacco al corteo dei disobbedienti non e' arrivato dalla questura di Genova che piu' di una volta (con parole del questore) si e' tirata fuori dalle' responsabilita'. Chi ha esautorato la questura di Genova? - Il Tuscania avrebbe sbagliato strada? Ridicolo. - Troppe ore di cariche al corteo che si ritirava. Aldila' di qualche esaltato manganellatore, questa volonta' e' spiegabile solo con l'idea di fermarsi solo al raggiungimento di un determinato obiettivo, magari il morto che tutti si aspettavano (tutti chi? non certo i partecipanti al corteo, forse i giornalisti o qualche oscuro tecnocrate). - Il corteo dei disobbedienti non e' il corteo della Rete Lilliput. Ovvero, non ci sta a prenderle per ore con le mani alzate. I carabinieri non si aspettano una tale reazione e piu' volte devono ritirarsi. Abbandonano i cellulari con dentro dei colleghi impauriti (vedi Corso Torino) senza intervenire, e fra le strade la battaglia va avanti per ore. Ai carabinieri che leggeranno, un fatto che dovrebbe farli pensare: quando, all'inizio delle cariche di via Tolemaide alcuni ragazzi salgono in cima alla ferrovia per tirare delle pietre sugli stessi che avevano appena caricato il corteo oltre il gruppo di contatto (avvocati, parlamentari e preti), Casarini e gli altri dotati di megafono riescono a farli desistere e farli rientrare nelle fila per ritirarsi al Carlini. - Erano i reparti della Celere ad essere stati addestrati a Ponte Galeria per la "Battaglia di Genova", e questi arrivano a contatto dei manifestanti solo in Piazza Alimonda, con il corpo di Carlo gia' a terra. Strano che i reparti preposti a "contenere" la battaglia arrivino a cose gia' fatte. - Il questore rimosso Colucci, in un'intervista al Il Secolo XIX ha dichiarato che fossero centinaia gli estremisti di destra ad essere arrivati a Genova con l'intento di creare disordini. - Il fatto che la volonta' della maggioranza dei partecipanti al corteo fosse quella di manifestare pacificamente (e la "disobbedienza civile" non sono pistole o bastoni), e' assodato. Vedano, a tal proposito, le manifestazioni del martedi successivo in tutta Italia, almeno 200.000 persone, nemmeno un incidente. Pensateci. L'esasperazione di chi ha visto massacrare vecchietti e donne e ragazzini non ha prodotto alcuna militarizzazione del movimento, non ci sono stati attacchi alle questure o alle caserme. - Il lunedi della settimana del G8: un giovane carabiniere apre una busta che gli esplode in faccia. Queste cose le fanno i fascisti. Cercate i colpevoli fra chi comanda. Nessuna busta esplosiva e' stata recapitata a nessuna caserma dopo i fatti di Genova. Diremmo che come prova e' sufficiente. Prima del G8 un fatto del genere accresce la tensione, crea l'emergenza. Leggere "Nemici dello Stato" per comprendere come funziona la crezione e la gestione dell'emergenza e della tensione. Se ad aver confezionato la busta fossero elementi interni al movimento, com'e' che nessun caso e' stato segnalato dopo i fatti di Genova? Nessuna "vendetta" o rappresaglia si e' consumata. I carabinieri sono ancora carne da macello. - Giorni prima del G8 circolavano le veline dei servizi segreti su fantomatiche "buste di sangue infetto" che sarebbero state lanciate dai manifestanti. Nessun commento, solo un idiota puo' credere ad una cosa simile; e dove sarebbe stato reperito il sangue infetto? Non si sa, ma l'emergenza e' creata. - Ai carabinieri che erano di stanza davanti al carcere di Marassi: chi ha dato l'ordine di togliere la guardia quando 15 (!) black blok arrivano sul piazzale antistante? (Testimonianza filmata: "Genova. Per Noi" di Pietrangeli). - Quanti i black blok in Piazza? Quanti non sono stati fermati alle frontiere? Quanti erano infiltrati delle FF.OO.? Che notizie circolano nelle caserme a tal proposito? Io credo che nelle stanze dei bottoni, lorsignori avrebbero preferito di gran lunga un morto fra le Forze dell'Ordine. E l'emergenza sarebbe stata totale.
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