Fascismo a Genova |
Mi trovavo lì quando i Carabinieri hanno fatto irruzione nell'Independent Media Center e nella scuola Diaz, a Genova, alla fine della protesta contro il G8. Abbiamo sentito gli spari e le grida e non potendo uscire dalla porta siamo corsi di sopra e ci siamo nascosti, temendo per la nostra vita. Alla fine ci hanno trovato, ma noi siamo stati i fortunati. Un membro del Parlamento si trovava nel nostro edificio; poi arrivarono gli avvocati e la stampa. Per qualche oscuro aspetto della legge italiana la polizia dovette spaventarsi in quel momento e si ritirò. |
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Autore : Starhawk |
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| · Che la polizia abbia potuto condurre un'azione così brutale in maniera aperta, di fronte ad avvocati, politici e ai media significa che contavano di non essere ritenuti responsabili delle loro azioni. Ciò significa che avevano un sostegno dall'alto, da politici più potenti. Secondo un resoconto pubblicato ne La Repubblica da un poliziotto che prese parte al raid, quando i poliziotti più sensibili alla democrazia si lamentarono che la Costituzione veniva violata, gli fu risposto: "Non dobbiamo preoccuparci di nulla, siamo coperti". · Che quei politici non si aspettassero di essere condannati o esclusi dai loro uffici significa che anch'essi avevano sostegno dall'alto, in definitiva da Berlusconi stesso. | |
| · Che abbiano potuto picchiare, torturare ed arrestare ingiustamente degli italiani significa che non si aspettavano di essere chiamati a rispondere delle loro responsabilità dalla loro stessa gente. | |
| · Che abbiano potuto picchiare, torturare ed imprigionare cittadini stranieri dimostra che non si aspettano di essere giudicati responsabili dalla comunità internazionale. E infatti, chi li giudicherà responsabili? George Bush, il non eletto, l'erede di un colpo di stato privo di mandato? La Svezia, che poco tempo fa ha usato munizioni reali contro i protestanti? Il Canada, costruttore del Muro della Vergogna? | |
| · Che Berlusconi abbia potuto dar sostegno a queste azioni significa che deve essere certo del sostegno delle potenze internazionali, e che queste azioni chiaramente fasciste sono collegate alla escalation su scala internazionale della repressione delle voci di protesta. | |
| · Che il Governo italiano abbia usato tattiche apprese dal Quebec, come il muro e l'uso massiccio di lacrimogeni, e che l'RCMP (la forza di polizia nazionale canadese, ndt) avesse a Genova osservatori per preparare il meeting del prossimo anno a Calgary significa che la repressione poliziesca è anch'essa un network globale. Come noi apprendiamo da ogni azione, così loro. | |
| · Che il Governo italiano stia prendendo a bersaglio gli organizzatori del Genoa Social Forum mostra la direzione dei loro programmi: gettar discredito sul network antiglobalizzazione, scoraggiare la protesta pacifica e legale così come l'azione concreta. Il leader del Forum ha perso il suo posto. Altri temono per la loro libertà e sicurezza. |
È difficile spiegare tutto ciò che è successo a Genova. È stato così tanto, così rapido, che era difficile rendersi conto di ciò che accadeva in quei momenti. Il Black Bloc è apparso improvvisamente al centro di una piazza che si supponeva fosse uno spazio sicuro per assembramenti pacifici: la polizia lancia lacrimogeni e picchia donne e pacifisti ma lascia fuggire i Black Blocs. Mentre pranziamo tranquillamente nel centro di confluenza presso il mare all'improvviso cominciano a piovere all'interno bombolotti lacrimogeni ed una battaglia all'arma bianca ha inizio lì davanti, a nemmeno 100 metri dal corteo principale. Alcuni arrestati riferiscono di essere stati torturati fino a che non hanno acconsentito a gridare "Viva il Duce!". La spiegazione addotta dalla polizia per l'attacco alla scuola è stata la supposta presenza di membri del Black Bloc benché non abbiano mai attaccato il loro vero accampamento e al momento dell'irruzione la gran parte di essi avessero già lasciato la città. Non sono un giornalista-investigatore. Sono un attivista e una volta, quando la vita non era così travolgente, ero un romanziere. Non mi piacciono le teorie cospirative ma io mi spiego il mondo attraverso storie. E Genova ha un suo senso, per me, se questa è la trama:
"Memo: Forze dell'ordine italiane al Governo italiano e agli Consiglieri internazionali e statunitensi
"Oggetto: Piano riservato per la garanzia dell'ordine a Genova
"Top Secret!
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"Il Piano pubblico per la Sicurezza durante il meeting dei G8 a Genova è stato considerato in un memo separato. L'oggetto del presente è il piano riservato. "Fase Uno: Condurre all'azione: questa fase è caratterizzata da due aspetti prevalenti: la creazione di un clima di paura e di violenza annunciata attraverso l'accatastamento di sacchi per cadaveri, posizionamento di missili, etc. Secondo, uno sforzo concertato per minare alle basi la popolarità dei gruppi radicali più forti, quali le Tute Bianche attraverso campagne calunniose, accuse di aver collaborato con la polizia ecc. Se necessario, bombe reali saranno piazzate per rafforzare il clima di paura. "Fase Due: Assoldamento ed Infiltrazione: obiettivo sarà infiltrarsi nel Black Bloc e sistemare in maniera strategica dei provocatori che si troveranno nella posizione di fomentare attacchi, violenza e distruzione di proprietà privata, ciò che farà rivoltare la popolazione contro i manifestanti. In aggiunta, incoraggeremo gruppi fascisti a prendere posto all'interno del corteo, ciò che ci fornirà un pretesto per attaccare il corpo principale dei manifestanti. "Fase Tre: venerdì 20 luglio. Forniamo a polizia e carabinieri munizioni reali piuttosto che proiettili di plastica o caucciù. Con un po' di fortuna, ne conseguiranno delle morti. Il nostro 'Blocco' può apparire in maniera strategica accanto a qualunque gruppo che noi desiderassimo attaccare, fornendoci la scusa per usare lacrimogeni contro i manifestanti e picchiarli. Questi ultimi dovrebbero essere picchiati con violenza e gli arrestati torturati per scoraggiarli da ulteriori dimostrazioni. In aggiunta, il nostro Blocco istigherà alla distruzione della proprietà, in particolare di piccoli negozi e auto private, e attaccherà e picchierà altri manifestanti, forse anche una suora o due, per discreditare ulteriormente gli anarchici. Un alto livello di violenza e distruzione dovrebbe far diminuire i numeri previsti per il corteo della domenica. "Fase Quattro: sabato 21 luglio. La nostra strategia è ora diretta a incrinare, dividere e disperdere il corteo. Istighiamo ulteriormente a danneggiamenti della proprietà privata e battaglie con la polizia nel corso della mattinata in prossimità del punto di assembramento del corteo. Una delle nostre fazioni attaccherà le Tute Bianche durante il corteo stesso. Poco dopo mezzogiorno cominceremo a dar battaglia giusto davanti al centro di convergenza, vicino all'angolo dove il corteo svolta verso nord, dandoci il pretesto di usare lacrimogeni contro il centro. Tentiamo di infiltrare lo scontro all'interno del corteo, spezzandolo o smembrandolo, e fornendo la ragione per attaccare il corteo stesso con lacrimogeni e altri agenti di dispersione. "Fase Cinque: post-corteo. Continuiamo a favorire il clima di paura con una irruzione notturna nel centro di comunicazione principale e nei dormitori dei manifestanti. L'uso della forza bruta è giustificato dalle voci di una presenza di Black Bloc. Scopriamo l'evidenza di connessioni tra il Genoa Social Forum ed il Bloc, così discreditandoli ulteriormente. Picchiamenti, arresti e tortura scoraggeranno future partecipazioni alla protesta. "Fase Sei: domenica 22 luglio e oltre: continuiamo con le provocazioni e gli arresti a caso di stranieri e manifestanti. Cominciamo una campagna di accuse contro il Genoa Social Forum, ponendoli in relazione con il Black Bloc, cercando di danneggiare i loro impieghi, la loro credibilità e se possibile ricorrendo a mezzi legali contro di loro. Ciò li forzerà a sconfessare il Black Bloc e ciò indebolirà ulteriormente il movimento. |
Questo memo non è reale, ma io credo che sia sostanzialmente vero. Come una dimostrazione matematica, possiede una coerenza interna che rende una spiegazione dei fatti che si conoscono. Ed esiste sempre più evidenza del fatto che il Black Bloc a Genova fosse per lo più costituito da gruppi fascisti organizzati che agivano in collaborazione con la polizia.
Se fosse vero, anche solo in parte, cosa ci direbbe?
Ci direbbe che la risposta agli eventi di Genova determinerà il livello di violenza che potrà essere impiegata in occasione di dimostrazioni future, se vedremo crani spaccati ed altre morti a Calgary, e fiamme ossidriche applicate alle ascelle nel terzo mondo.
Ci sono segnali, comunque, che la loro strategia possa ritorcersi contro di loro. Lunedì in tutta Italia 250.000 persone si sono riversate per strada. La pressione sul Ministro degli Interni perché si dimetta è alta, ed il governo di Berlusconi è spaventato. Dimostrazioni hanno avuto luogo in tutte le ambasciate italiane del mondo.
Dobbiamo continuare a fare pressione, per assicurarci che la questione non scompaia. Continuate a chiamare e a scrivere alle ambasciate. Fate scrivere o chiamare dalla vostra organizzazione, sindacato, ufficio o gruppo di amici. Chiedete ai media locali perché non stanno raccontando questa storia. Ora non è il momento di essere ideologici e puristi; questo è il momento per chiamare a soccorso tutti gli alleati, mettere da parte le differenze, ed agire in maniera solidale. Perché se questo livello di repressione resta incontrastato nessuno è sicuro, nemmeno la ONG più legale, o l'organizzazione più riformista con le richieste più tenui. Se non agiamo ora, che uno spazio politico resta ancora aperto, potremmo perdere lo spazio per l'azione del tutto.
Continuate ad organizzare e mobilitarvi per il prossimo. La paura è la loro arma più potente. Il fatto che debbano ricorrere alla violenza fascista mostra che siamo una minaccia seria.
Se vogliamo continuare ad esserlo, dobbiamo anche guardare in maniera critica al nostro movimento, identificare ciò che ci rende aperti ad infiltrazioni e manipolazioni. E abbiamo bisogno sia di una migliore preparazione che di una migliore rete di supporto per queste iniziative.