«Incredibile. Una vera e propria
trappola nei confronti di tutto il nostro movimento. Davvero,
quando ho saputo degli arresti in Italia non volevo crederci.
E' difficile non associarli alle giornate del Social Forum
Europeo di Firenze...». Padre Alex Zanotelli, missionario
comboniano e anima della Rete Lilliput, da due giorni è ospite
del Parlamento europeo per una raffica di incontri.
Nell'ufficio di Luisa Morgantini al nono piano si è appena
congedato dal leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, che
gli ha lasciato la rassegna delle agenzie di stampa
sull'arresto di Caruso e degli altri no global.
Zanotelli scruta i fogli e sorride amaro: «Appena posso,
sentirò anche gli altri amici. E' un episodio gravissimo.
Capisco bene le ragioni che hanno spinto immediatamente Haidi
e Giuliano Giuliani ad autodenunciarsi».
Si ipotizza
il reato di «sovversione dell'ordine economico dello
Stato»...
Una stranezza giuridica che ha perfino
dell'assurdo. Da questo punto di vista, personalmente sono
molto più duro degli arrestati nel criticare radicalmente
questo tipo di economia. E' una vicenda che mi fa tornare
all'epoca in cui Giovanni Spadolini, ministro della difesa in
carica, bollava i miei editoriali su Nigrizia contro il
mercato delle armi come istigazione a delinquere contro lo
Stato.
Qual è la prima reazione nell'anima cattolica
del movimento dei movimenti di fronte a questo blitz dei
carabinieri che colpisce l'area dei centri sociali del
sud?
Prima di tutto occorre esprimere solidarietà,
la massima solidarietà agli arrestati. La società civile
italiana, quella che ha portato in piazza un milione di
persone a Firenze, non accetta che si possano far scattare le
manette con una simile accusa. Nello stesso tempo, insisto con
forza. Giustissimo protestare, ma dobbiamo tutti prestare la
massima attenzione a non lasciare il minimo spazio alla
violenza. Guai se così fosse. Significherebbe, infatti, cadere
nella trappola tesa da chi vuol liquidare il messaggio
democratico e civile delle recenti giornate a
Firenze.
Proprio al Social Forum Europeo uno dei
dibattiti più seguiti è stato quello con Luca Casarini sulla
nonviolenza...
Sì, c'erano 4 mila persone e Luca ha
accettato di confrontarsi con me proprio su questo versante,
dimostrazione ulteriore del clima positivo di dialogo che
abbiamo vissuto insieme a Firenze. E' stata la miglior
occasione per cancellare il ricordo di Genova. Voglio dire che
tutti insistono, anche giustamente, a non dimenticare quello
che è accaduto durante la contestazione ai G8. Ma Genova
allora fu anche una valanga di incontri, seminari, discussioni
di cui non si è mai più parlato. Ecco ho paura che ci sia
qualcuno che punta a zittire anche il ricchissimo patrimonio
degli incontri di Firenze...
Con l'intervento dei
magistrati, il movimento dei movimenti si ritrova spalle al
muro?
Di certo, il Forum sociale europeo è stato un
grosso smacco per chi aveva annunciato da settimane il rischio
di violenze, devastazioni e chissà quali altri pericoli.
Invece alla Fortezza da Basso tutto è andato benissimo, come
poi alla manifestazione di sabato: i lillipuziani insieme agli
altri volontari hanno perfino ripulito le strade di Firenze
dai rifiuti. Ci sarebbe da sospettare che l'arresto di Caruso
e degli altri sia scattato proprio perché il Social Forum ha
lasciato un'immagine bella, forte, limpida di chi è impegnato
a costruire un altro mondo. Se il nostro governo davvero
ragiona così, allora siamo davvero messi male. E a maggior
ragione non dobbiamo cadere nella
trappola..