COME GOVERNARE IL PAESE GOVERNANDO L'UTERO
Volantino e SINTESI DELLA LEGGE SULLA PROCREAZIONE MEDICAL- MENTE ASSISTITA IN DISCUSSIONE ALLA CAMERA
Alcuni dati statistici:
In tutto il mondo, la punta massima di fecondità della razza umana è nel periodo che va dai 15 ai 30 anni, quando è del 25%, poi scende vertiginosamente al 12% a 35 anni e al 4% a 40 anni.

Dopo i 40 anni, la fecondità scende al 4%, e le possibilità di aborto spontaneo per malformazioni genetiche salgono al 50%.
data: 9 giugno 2002
autore: Coordinamento cittadino donne per l'autodeterminazione di Torino
fonte: Volantino
La procreazione assistita arriva in Parlamento:

Martedì 11 giugno in parlamento inizia la discussione della proposta di legge sulla procreazione medicalmente assistita. Il testo in discussione, proposto dai partiti della destra, non si preoccupa della salute delle donne, ma di infliggere un duro colpo alla loro libertà e autodeterminazione.

La procreazione medicalmente assistita significa intervenire medicalmente per tentare di risolvere alcuni problemi di infertilità che donne e uomini hanno, o meglio, credono di avere come avviene nella maggior parte dei casi. I dati dicono che il 50% dei casi di infertilità non è spiegabile da un punto di vista medico!
  • Da tanti anni ormai le condizioni economiche e sociali impongono di rimandare a dopo i 30 anni la scelta di maternità. Del resto, il lavoro sempre più precario non aiuta, per non parlare poi degli orari di lavoro: i tempi di vita, sempre più frenetici e compressi, limitano il desiderio sessuale.

  • Le ricerche sulla nocività degli ambienti in cui viviamo e in cui lavoriamo hanno troppo poco indagato sugli elementi nocivi che riducono la fertilità di donne e uomini.

    Pochi sanno che:

  • L'applicazione di costosissime tecniche invasive, che procacciano guadagni da capogiro, non si accompagna, in molti centri privati, alla corretta informazione sui rischi per la salute delle donne (trombosi, iperstimolazione ovarica, gravidanze extrauterine). Spesso non sono assicurate garanzie di qualità sanitarie.
  • I dati indicano che solo una minima percentuale (9 - 12%) di coloro che si rivolgono a queste tecniche riesce ad avere figli!
Ma se i problemi sono questi, perché in Parlamento si sta discutendo:
  • di riconoscimento giuridico dell'embrione fin dal momento del concepimento, vale a dire dal momento in cui lo spermatozoo feconda l'ovulo?
  • di definire per legge quale deve essere lo stato civile delle donne che intendono ricorrere a queste tecniche, invadendo così la loro libertà di scelta sulla propria sessualità e sul proprio progetto di vita?
  • di determinare per legge il numero di ovuli da fecondare, di stabilire le regole dell'adottabilità degli embrioni in eccesso, di vietare l'aborto terapeutico anche in presenza di malformazioni?

    Le donne sono prese in giro da una legge che anziché garantire, come dovrebbe, la loro salute, si preoccupa di regolamentare i loro corpi, i loro desideri e le loro vite in funzione di ragioni confessionali e di interessi e profitti di chi ci specula!

    Un intervento normativo sui comportamenti delle donne e degli uomini come quello che si sta profilando, che pretende di dare un giudizio morale sulle scelte di ciascuna/o, mette in pericolo la libertà di tutte e di tutti, in particolare mette in pericolo il principio di autodeterminazione delle donne sancito anche dalla legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza e sulla loro libera e consapevole scelta di maternità. Nel momento in cui si vuole fare una legge dello Stato sulla procreazione assistita pretendiamo che sia laica e non confessionale e che si occupi esclusivamente di regolamentare l'attività dei centri medici che la praticano per tutelare la salute delle donne e dei loro bambini.

    Siamo convinte che spetti alle donne l'ultima parola sulla nascita dal momento che tutti e tutte siamo nati da donne e che questa è l'unica frontiera che ancora non è stata varcata dalle tecnologie riproduttive!


    MARTEDI' 11 giugno 2002 dalle 17.30 alle ore 19
    MANIFESTIAMO DAVANTI ALLA PREFETTURA DI TORINO (p.zza Castello 201)
    SABATO 6 LUGLIO MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
    Coordinamento cittadino delle donne per l'autodeterminazione di Torino c/o Casa delle donne di Torino - via Vanchiglia 3 Torino, 6/06/02
    Cicl. In proprio CGIL via Pedrotti 5 - 10152 Torino

    SINTESI DELLA LEGGE SULLA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA IN DISCUSSIONE ALLA CAMERA

    La legge in questione esprime, sino dal suo primo articolo, la preoccupazione di tutelare il concepito. L'art. 1, ora, così recita: "Principi generali - Art. 1 Finalità. Nell'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, la presente legge assicura il diritto a nascere del concepito". Evidentissimo è il contrasto di tale norma con i principi della legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza e dunque il pericolo per l'esistenza stessa di questa legge, che tutela il diritto all'autodeterminazione della donna.

    In secondo luogo, è evidente la saldatura del testo di legge con le petizioni del Movimento per la vita che mira dichiaratamente alla riforma dell'Art. 1 del Codice Civile, norma cardine del nostro sistema giuridico e che così ora recita: "la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita".

    La Commissione Affari Costituzionali ha già segnalato come l'affermazione del "diritto a nascere del concepito" possa creare problemi di disparità di trattamento tra maternità medicalmente assistita e maternità naturale, con conseguente lesione del principio di uguaglianza, sancito dall'Art. 3 della Costituzione.

    La preoccupazione per l'armonizzazione di tale norma con il nostro sistema giuridico è ampiamente giustificata: sia dall'introduzione di un inedito diritto a nascere del concepito, che scardina il fondamento del nostro impianto normativo,

    sia dall'espresso divieto di ricorrere all'interruzione di gravidanza in caso di fecondazione artificiale,
    sia dall'espresso divieto di ricorrere all'interruzione di gravidanza in caso di fecondazione artificiale,
    sia dall'ulteriore divieto di ricorrere all'aborto selettivo di gravidanze plurigemellari, anche se si tratti di aborto terapeutico, in quanto in presenza di malformazioni del feto.

    In forza del testo base, possono ricorrere alla fecondazione assistita "coppie maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi", mentre altri disegni di legge richiedono, come condizione soggettiva, che la coppia sia sposata da almeno tre anni.

    Sono vietate le tecniche di tipo eterologo, cioè quelle in cui il donatore è soggetto estraneo alla coppia.

    E' prevista l'adottabilità degli embrioni già esistenti.

    Per quanto attiene invece alla regolamentazione delle tecniche e dei centri medici ove si praticano, la legge, come di consueto, prevede una delega in bianco e totale al Ministro della Salute, che dunque deciderà, al di fuori della dialettica parlamentare, ogni aspetto rilevante in una materia tanto delicata e con pesanti ricadute sulla salute delle donne.

    Alcuni dati statistici

    In tutto il mondo, la punta massima di fecondità della razza umana è nel periodo che va dai 15 ai 30 anni, quando è del 25%, poi scende vertiginosamente al 12% a 35 anni e al 4% a 40 anni.

    Dopo i 40 anni, la fecondità scende al 4%, e le possibilità di aborto spontaneo per malformazioni genetiche salgono al 50%.