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Non avrei niente contro l'alta velocità in autostrada se favorisse il suicidio volontario o involontario, premeditato o preterintenzionale, di proprietari e amatori di grosse cilindrate. Sono un liberale. E ammetto che uno sfracello tra un Tir e una mercedes, visto da un cavalcavia, è uno spettacolo meritevole. Se questo è l'intento del ministro Lunardi mi congratulo con lui.
Ma se un cretino ebbro di vento mi strombazza alle spalle e mi piomba addosso come un bolide sulla mia carreggiata mentre sono in gita domenicale con la famiglia e brilla il sole mi risento. Non mi sembra liberale e vorrei che al mio posto si trovasse il ministro e la sua parentela.
I predecessori dell'on. Fini amavano vivere pericolosamente e saltavano a torso nudo dentro cerchi di fuoco nei saggi ginnici. E' una questione di mentalità, come vivere un giorno da leoni. Gareggiare sulle autostrade come sulle piste di formula uno con un tigre nel motore, o sui videogiochi con un gatto nel cervello, risponde a questa mentalità che per di più è contagiosa. I motorini con o senza casco seguiranno il buon esempio in città, come quel ragazzetto che c'è morto ieri l'altro per arrivare primo. Le statistiche ne godranno, al pari del mercato. Però non fumate.
Contiamo ogni giorno i passi che il governo berlusconiano e i suoi variopinti ministri muovono in direzione di un regime che non è corretto definire fascista perché non è in divisa. Questi passi (in campo giudiziario, scolastico, sociale, istituzionale) hanno l'uniformità del passo dell'oca. Il tamburo che li guida è la legge del più forte. Non è un fascismo ideologico ma istintivo che può anche essere chiamato liberismo, due forme di capitalismo puro inteso come sublimazione del privilegio.
Corro quanto mi pare, non è abusiva l'edilizia costiera ma la valle dei Templi, a tre anni vado all'asilo dei preti perché pago le rette, ti licenzio e te ne vai alla prima che mi fai, nessuno mi può giudicare. Contro questa filosofia è anacronistico invocare la linea del Piave, oggi che anche il Po è un ruscello disseccato e che gli austropadani hanno da tempo varcato il Rubicone e bivaccano nei parchi buoi laziali e siciliani. Né mai si sono visti ermellini in trincea.
Dialoghiamo, l'opposizione è essenzialmente conversazione. Non è la notte della democrazia, è un'alba gioconda. Ricuciamo, questa è la parola d'ordine. Non siamo un popolo di santi ma di sarti.
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