La cancellazione del Debito dei paesi poveri
DEBITO ESTERO: MISSIONARI CONTESTANO LEGGE FINANZIARIA 2003 (STANDARD, POLITICS/ECONOMY)
FOCSIV: LA FINANZIARIA CANCELLA LEGGE PER LA REMISSIONE DEL DEBITO DEI PAESI PIÙ POVERI (STANDARD, POLITICS/ECONOMY)

data: Novembre 2002

ITALY, 13 NOV 2002 (13:33)
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“Desta grande preoccupazione nel mondo missionario la decisione del governo italiano di introdurre, nell’ambito della Finanziaria 2003, modifiche peggiorative alla legge 209, che regola l’iniziativa italiana per la cancellazione del debito dei Paesi più poveri”. Lo ha dichiarato alla MISNA padre Ottavio Raimondo, presidente della Federazione della stampa missionaria italiana (Fesmi).
“È bene ricordare –– commenta padre Raimondo - che la legge 209 del luglio 2002 ha consentito in poco più di anno di raggiungere accordi di cancellazione del debito pari a un miliardo di euro. Ciò che noi missionari troviamo scandaloso è il fatto che, con le nuove modifiche, il testo legislativo non indica somme e tempi per l’azzeramento del debito dei Paesi più poveri del mondo, vincolandolo alle esigenze di finanza pubblica. In altre parole, a fronte di altre necessità del bilancio statale, il governo si riserva di non destinare fondi per la cancellazione del debito”. Il testo attualmente in vigore prevedeva un impegno dell’Italia a cancellare fino a 12 mila miliardi di vecchie lire entro giugno 2004.
Ma la Finanziaria in discussione in questi giorni, elimina ogni riferimento. Secondo il presidente della Fesmi, “il Sud del Mondo non rappresenta una priorità nell’agenda del governo, almeno dal punto di vista della cooperazione allo sviluppo”. “La cancellazione del debito internazionale, auspicata peraltro dal Santo Padre in più circostanze, è un dovere ‘morale’ per noi missionari e soprattutto un ‘atto di giustizia’ di fronte al quale ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. È inutile riempirsi la bocca con slogan pietistici: milioni di persone continuano a morire ogni giorno a causa di un debito che mette in ginocchio l’economia dei loro Paesi. Rinnegare gli impegni già presi per l’Italia significa dire ancora una volta ‘no’ alla solidarietà per risolvere i problemi del ‘villaggio globale’ in cui tutti viviamo: ricchi e poveri”. (CO)

ITALY, 13 NOV 2002 (12:39)
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Profondo sconcerto è stato espresso dalla Focsiv (la Federazione di 56 Ong d’ispirazione cristiana) in merito alle modifiche peggiorative introdotte dalla Finanziaria 2003 alla legge 209, che regola l’iniziativa italiana per la cancellazione del debito dei Paesi più poveri.
È quanto si legge in un comunicato diramato dalla direzione della federazione, nel quale si precisa che “la legge 209 del luglio 2002 è uno strumento innovativo che raccoglie molte delle aspettative della società civile e che ha consentito in poco più di anno di raggiungere accordi di cancellazione del debito pari a un miliardo di dollari”. “Il nuovo testo – afferma il presidente della Focsiv Agostino Mantovani – non prevede disposizioni quantitative e temporali inerenti l’azzeramento del debito dei Paesi più poveri del mondo, vincolandolo alle esigenze di finanza pubblica.
Non è bastato che la remissione del debito fosse il tema principale del Giubileo e non sono bastate le rassicurazioni – anche recenti – del Governo che ci facevano ben sperare.” La Focsiv sottolinea la necessità di raggiungere gli obiettivi di cancellazione del debito fissati dal Parlamento nel 2000 e chiede al governo e al parlamento di riconfermare nei fatti l’impegno del nostro Paese su tale importante questione. “La cancellazione del debito è un atto di giustizia – commenta Mantovani – e mentre il nostro Governo si tira indietro, migliaia di persone continuano ogni giorno a patire gli effetti di un debito pubblico che strangola l’economia dei loro Paesi. Di questo siamo responsabili anche noi; proprio noi che oggi, con l’approvazione di questa Finanziaria, vorremmo rinnegare gli impegni già presi.” (CO)