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Crisi industriale, calo dell'occupazione e degrado ambientale. Un quadro preoccupante al centro del quale vi è il futuro della Fiat, ancora in grado di determinare il domani di una città e di un intero sistema produttivo. Per riflettere su questi temi si terrà oggi, dalle 10 presso il Politecnico di corso Duca degli Abruzzi, il convegno «Un'altra Torino è possibile». L'intento è quello di definire le forme e gli obiettivi per la costruzione di una vertenza sociale per la città, a cominciare da politiche di sostegno al reddito per i lavoratori e le lavoratrici in cassa integrazione e le loro famiglie, sotto forma di detassazioni e di accesso agevolato ai servizi o come supporto economico diretto. Promossa dal Torino Social Forum e dalla Fiom Cgil, l'iniziativa vede anche un lungo elenco di promotori: Sin Cobas, Cgil Lavoro e Società, Rsu Politecnico, Disobbedienti Torino, Sinistra Ecologista, Lega Ambiente Torino e Piemonte. Tra i partiti ci sono Rifondazione comunista, Pdci, Verdi, Giovani Comunisti, Sinistra Giovanile e l'associazione Aprile. «L'industria dell'auto - si legge nella nota di presentazione diffusa dagli organizzatori - ha segnato profondamente il profilo della città imponendo uno stile di governo e un modello di sviluppo e di trasporti che oggi dimostrano i propri limiti nell'inerzia dei poteri locali, nei livelli di inquinamento, nella crisi permanente della mobilità urbana. E' inoltre un'industria che si è basata su modi di produzione ed ha indotto consumi fortemente energivori, fondati sulla disponibilità illimitata del petrolio e dei suoi derivati per il cui controllo ci si appresta oggi ad una nuova, devastante guerra. Una guerra che respingiamo senza dubbi o tentennamenti, che vogliamo contrastare con azioni locali e impegnandoci nella preparazione della manifestazione nazionale del 15 febbraio prossimo».
Tre i tavoli di confronto su cui si divideranno i lavori della giornata. Il primo avrà come tema «Lavoro, diritti e cittadinanza» e in qualità di relatori Ugo Spagnoli, Giorgio Airaudo, Maurizio Ricciardi e Giorgio Cremaschi. Si parlerà di diritti eguali per tutti, italiani e migranti; dell'estensione dell'art. 18 per tutti i lavori ed estensione delle garanzie per tutti i lavoratori atipici; di garanzia dei servizi sociali fondamentali, come l'istruzione, l'assistenza e la sanità; dell'attivazione di processi decisionali aperti, trasparenti e partecipativi.
Un secondo tavolo discuterà di «Deindustrializzazione e grandi opere: sono queste le prospettive per Torino?» e sarà coordinato da Flavia Bianchi e Giorgio Ferraresi. Una riflessione sul passaggio dall'industria al terziario finanziario e dei servizi, dove la ricerca del profitto si sposta dalle attività industriali alla cantieristica delle grandi opere e dei grandi eventi - Alta Velocità ferroviaria e Olimpiadi 2006 su tutti - con conseguenti rischi di precarizzazione, abbassamento delle tutele e pericoli per la salute dei lavoratori. Un tentativo di ripensare la città per fornire occasioni di lavoro stabile e dignitoso nei settori della prevenzione dei rischi ambientali, della produzione di energia da fonti rinnovabili, della ricerca e sperimentazione di nuove produzioni.
Su «Crisi Fiat, difesa dell'occupazione, auto ecocompatibili e nuovo modello di mobilità urbana» si baserà, infine, il terzo tavolo di confronto a cui parteciperanno Claudio Stacchini, Renato Strumia, Franco Corsico e Rocco Papandrea. Si discuterà su come respingere il piano Fiat-Governo, mantenendo i cassintegrati in rapporto con il lavoro (rotazione, contratti di solidarietà), e nello stesso tempo attivare nuovi investimenti, anche pubblici, per la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti finalizzati ad un diverso utilizzo dell'auto, nel quadro di un nuovo modello di mobilità urbana.
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