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SCIOPERO UNITARIO PER QUALI OBIETTIVI?
Oggi scioperiamo per dare una risposta forte ad un governo che impone il taglio dell’organico, la riduzione delle risorse per la scuola pubblica, una riforma sciagurata. La CUB scuola ritiene indispensabile l’unità della categoria in una situazione durissima che vede i vari ministri esibirsi in patetiche sceneggiate (la Moratti concede, Tremonti taglia ecc.).
CREDIAMO PERÒ CHE L’UNITÀ SI COSTRUISCA ALLA BASE E NELLA CHIAREZZA
Noi scioperiamo per
Forti aumenti retributivi in paga base. Le attuali concessioni del governo, peraltro di pochi euro inferiori alle richieste di CGIL-CISL-UIL e SNALS, non garantiscono in alcun modo il pieno recupero dell’inflazione né tanto meno quelle retribuzioni europee delle quali tanto si è parlato. Le stesse fonti istituzionali dimostrano che le retribuzioni dei lavoratori della scuola in Italia sono fra le più basse in Europa e che la quota della ricchezza nazionale investita nella formazione è miserevole. Opporci allo scambio fra un taglio degli organici che, fra Legge Finanziaria e Riforma Moratti, è di decine di migliaia di posti di lavoro, e risibili aumenti contrattuali che non recuperano nemmeno l’inflazione. Questo scambio, accettato, poco importa se per scelta o per incompetenza, dai sindacati istituzionali con l’accordo del febbraio 2002, va rifiutato. Non possiamo accettare l’espulsione dalla scuola di decine e decine di migliaia di colleghi in cambio della promessa, da parte del governo, di una manciata di euro. Viviamo tutti i giorni nelle scuole la pratica della guerra di tutti contro tutti per la retribuzione accessoria, gli effetti devastanti del prolungamento dell’orario, la divisione della categoria fra sommersi e salvati. Verifichiamo come l’attribuzione ai capi di istituto della dirigenza scolastica si sia tradotta nell’accrescersi di un’arroganza che si intreccia sin troppo spesso con l’incompetenza.
È ora di dire basta alla pratica cannibale che ci vogliono imporre! Lo sciopero è anche contro una riforma della scuola che prevede:
· l’espulsione dalla scuola pubblica degli studenti con maggiori difficoltà mediante la divisione fra istruzione e formazione. Nei progetti del governo la scuola pubblica è messa sullo stesso piano della formazione aziendale e di corsi regionali gestiti secondo criteri privatistici e clientelari
· la devastazione della scuola materna e di quella elementare che si trasformerebbero in parcheggi per bambini messi assieme in vere e proprie pluriclassi
· la secca riduzione dell’offerta agli studenti in termini di ore di lezione
· l’esternalizzazione di gran parte della stessa attività del personale ATA e di quello docente. Già con l’ultima Legge Finanziaria si prevedono tagli secchi del personale ATA, il licenziamento del personale inidoneo, la secca riduzione degli insegnanti di sostegno e consimili porcherie. La riforma Moratti Bertagna avrà effetti incomparabilmente peggiori, basta pensare ai rischi ai quali sono sottoposti i colleghi ITP e quelli di educazione fisica;
· un taglio degli organici calcolato intorno alle 170.000 unità.
In sintesi, oggi scioperiamo per affermare il carattere di diritto universale e gratuito della scuola, la laicità e la qualità del servizio, il diritto allo studio.
Siamo consapevoli che il governo e il padronato stanno operando un attacco alla scuola pubblica di straordinaria gravità e che è necessario un’iniziativa forte dei lavoratori della scuola e la capacità di coinvolgere gli studenti e le famiglie.
Per noi la lotta per le retribuzioni europee, quella per la difesa dell’occupazione e quella contro la riforma è unitaria e riteniamo che credere di poterle tenere separate ci porti alla sconfitta. Se lo sciopero servisse solo a “chiudere” il contratto sarebbe inutile, se servirà a sviluppare l’iniziativa generale ed unitaria della categoria per la difesa delle nostre condizioni di vita e di lavoro avremo fatto uno straordinario passo avanti.
La CUB Scuola ricorda la necessità di opporsi ad una guerra all’esterno che si trasforma, inevitabilmente, in guerra interna ai lavoratori che vedono tagliate le risorse per i servizi sociali e ridotte le libertà politiche e sindacali. Il sindacalismo di base ha stabilito unitariamente di organizzare uno
SCIOPERO GENERALE CONTRO LA GUERRA MERCOLEDÌ 2 APRILE
Invitiamo tutte le lavoratrici ed i lavoratori, le RSU, le organizzazioni sindacali ad operare concretamente perché lo sciopero generale sia ampio e tale da dare un importante contributo al movimento contro la guerra che oppone oggi la grande maggioranza dei cittadini alla sciagurata politica di appoggio alla guerra che caratterizza il governo.
Postato da Cosimo
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