“Forum piemontese per una alternativa programmatica di governo”.
Si è svolta a Torino, il giorno 31 ottobre, l’assemblea costitutiva del “Forum piemontese per una alternativa programmatica di governo”.
data: 13 Novembre 2003
fonte: Cristina Abrami
Si è svolta a Torino, il giorno 31 ottobre, l’assemblea costitutiva del “Forum piemontese per una alternativa programmatica di governo”.
L’assemblea era stata promossa da alcuni esponenti di diverse forze politiche e da alcuni esponenti del sindacato che al termine dell’assemblea stessa hanno assunto collettivamente la funzione di coordinamento per la promozione delle iniziative.

Il Coordinamento Piemontese del Forum risulta così composto:

Cristina Abrami dei VERDI, Giorgio Airaudo della FIOM, Stefano Alberione del PRC, Renato Bauducco dei VERDI, Antonio Canalia della CGIL, Silvio Canapè dei DS, Pino Chiezzi Consigliere regionale PdCI, Vincenzo Chieppa PdCI, Giorgio Gardiol dei VERDI, Marco Giatti dei DS, Bruno Lattanzi del PRC, Enrico Moriconi Consigliere Regionale dei VERDI, Rocco Papandrea Consigliere regionale PRC, Fulvio Perini della CGIL, Luca Robotti del PdCI, Raffaello Renzacci della CGIL, Marisa Suino Consigliera regionale DS.

I partecipanti hanno condiviso la scelta di dare vita ad una forma unitaria di azione e proposta a sostegno degli obiettivi e delle aspirazioni di coloro che hanno partecipato in questi anni ai movimenti di critica e di lotta ai valori dominanti del mercato e dell’individualismo, contro una globalizzazione che accentua le ingiustizie nel mondo, per la pace e contro l’invio di truppe militari alla conquista di altri Paesi e di altri popoli, contro l’impiego degli organismi geneticamente modificati e per la difesa dell’acqua come bene comune e pubblico, per la difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, per la difesa della libertà di informazione e della autonomia della magistratura. Questo impegno si è proposto di contrastare le politiche del governo Berlusconi assieme a tutti colori che si sono battuti contro, e sono stati milioni.

Una lotta che deve continuare per costruire l’alternativa al governo Berlusconi e per ridare senso e dignità al lavoro, nel rispetto della natura, per dei rapporti sociali non fondati sul valore del mercato e dell’impresa, per una rinnovata partecipazione democratica. Per uno schieramento alternativo a quello attuale in cui i valori prima richiamati siano riconosciuti e siano costitutivi di nuove alleanze.

Per questo il Forum Piemontese è parte del Forum Nazionale.

Il Forum Piemontese si propone di dare vita ad una esperienza partecipata di costruzione e di pratica di una alternativa prima di tutto dando vita ai Comitati in ogni Provincia e territorio. Con lo spirito di condividere progetti comuni, obiettivi comuni, risultati comuni.

Il Forum Piemontese è consapevole della essenzialità della autonoma partecipazione delle forze e dei movimenti che si sono battuti in questi anni per gli stessi obiettivi per il loro raggiungimento. Ricercherà il dialogo ed una stretta condivisione delle azioni necessarie.

Sin d’ora ritiene necessario che si ritorni in campo per l’obiettivo della pace, del ritiro degli eserciti di occupazione, di ritiro delle truppe militari italiane dall’Afghanistan e dall’Iraq inviate dal Governo in violazione della Costituzione italiana. Per questo ritiene necessario che si ritorni in piazza con una manifestazione da svolgersi a Torino nel mese di dicembre.

La difesa delle risorse della natura dalle aggressioni del mercato è indispensabile per difendere la vivibilità della terra ed anche per dare slancio ad una nuova umanità nei rapporti tra i suoi abitanti poveri e ricchi, stanziali e migranti. La pace prima di tutto, ma pace vuol dire anche riconoscimento dei beni comuni come l’acqua ed il cibo. Per questo ci batteremo contro la privatizzazione dell’acqua e ci impegneremo per un nuovo modello alimentare.

La Regione Piemonte va liberata dalle condizioni di lavoro odiose e servili che i decreti attuativi della legge 30 vogliono affermare. Pensiamo che vada sviluppata la lotta di resistenza sociale nei luoghi di lavoro, la critica culturale per ridare dignità e senso al lavoro stesso e l’azione politica chiedendo ai Comuni ed alle Province di non applicarne le norme che non rispettano la dignità della persona. Il Forum si farà promotore di tutte le iniziative necessarie ed utili a questo scopo.

Le condizioni di reddito delle classi subalterne sta via via peggiorando. Per i lavoratori salariati e per i pensionati, ma anche per una larga fascia del lavoro autonomo, va ristabilito il principio e garantita la situazione pratica che il lavoro va remunerato per la ricchezza che produce e che il potere di acquisto dei redditi sia salvaguardato dall’aumento dei prezzi. Per questo verranno promosse iniziative di informazione e di denuncia per costruire una politica economica e sociale diversa.

Torino 3 novembre 2003