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Mi è capitato per caso tra le mani un volantino che riporta una "Lettera aperta" a Claudio Bisio degli operatori del call center torinese che risponde all' 89.24.24. Credo sia interessante per tutti.
caro Claudio, siamo gli operatori del call center che rispondono all’ 892424 (Pronto Pagine Gialle) che tu simpaticamente pubblicizzi. Volevamo farti conoscere le nostre condizioni di lavoro che sono un po’ meno simpatiche dei tuoi spot. Solo recentemente ci è stato comunicato che la schiavitù è stata abolita, ma noi non ci sentiamo di confermare la notizia. Siamo poco più di 200 nel call center di Torino e il nostro lavoro si svolge in un ambiente meno felice di quanto possa sembrare dalla pubblicità. Siamo Collaboratori Coordinati Continuativi (CO.CO.CO.). Facciamo parte della grande massa dei lavoratori atipici o, se ti piace di più, flessibili. Rispetto a un normale contratto di lavoro dipendente, il nostro contratto CO.CO.CO. non prevede qualche “irrilevante” diritto: contributi previdenziali, ferie, mutua, tredicesima, liquidazione e tutela sul licenziamento. Tanto per capirci (visto che ci vengono pagate solo le ore che lavoriamo) un periodo di malattia di 15 giorni ci costa metà del compenso (noi non abbiamo uno stipendio): per chi di noi vive da solo questo significa avere qualche problema nel pagare l’affitto, se non nel mangiare fino alla fine del mese. A fronte di queste “piccole” rinunce, dovrebbe esserci garantita la più totale autonomia nella gestione del lavoro. Infatti ci viene richiesta la disponibilità oraria più alta possibile nella fascia oraria 7 – 24, per 365 giorni all’anno: questa è la condizione necessaria per poter entrare a far parte del fantastico mondo di Pronto Pagine Gialle. Varcata la porta ci si trova a lavorare in turni che fino a qualche mese fa erano di 8 ore giornaliere e ora possono variare dalle 3 alle 6 ore con gli orari più assurdi, senza possibilità per noi di influire sulla gestione dei turni. Il numero di ore di lavoro di ogni mese è un mistero e quindi è un mistero anche il compenso che si riceverà a fine mese. Sempre all’insegna dell’autonomia, subiamo controlli interni ed esterni, che attualmente non hanno più veste ufficiale. Fino a poco tempo fa l’assenza dal lavoro non comunicata con almeno 15 giorni d’anticipo (sfidiamo chiunque a comunicare una malattia, un incidente o la morte di un parente con tanto anticipo) scatenava le ire dell’Amministrazione, che per placare gli istinti ribelli di chi, per quanto seria fosse la motivazione, osava assentarsi per più di 2 volte in un mese, sospendeva il lavoratore per 15 giorni …. il risultato è ancora una volta la metà del compenso …… (adesso ciò) è sostituito dal non rinnovo del contratto, la cui durata è ridotta per favorire l’estromissione del ribelle. La nostra giornata lavorativa è scandita da pause (10 minuti ogni ora) che ci vengono date da un operatore addetto a questa mansione. La pausa è cronometrata e non sono mancati casi di persone richiamate per aver “sforato” la pausa di 30 secondi. Al di fuori della pausa è vietato parlare con il vicino e, ancor più, leggere qualsiasi cosa, anche in assenza di chiamate: il comportamento corretto, se non arriva la telefonata, dovrebbe essere quello di fissare il monitor, sperando che chiami qualcuno per poter interagire con un essere umano. Ovviamente non esiste un regolamento in cui punto per punto vengono elencate queste amenità: devi sperare che qualcuno più anziano te lo spieghi, prima di dovertene rendere conto da solo. Il rinnovo di questo splendido contratto (la cui durata varia da 1 a 3 mesi in base a criteri a noi oscuri) è usato come mezzo di persuasione alla fedeltà all’azienda. Ti lasciamo immaginare il clima gioioso delle nostre giornate lavorative! Recentemente è stata anche creata una “lista nera” di operatori “sovversivi” che si sono macchiati dell’imperdonabile colpa di aver creduto di avere una dignità come lavoratori. L’ “operatore sovversivo medio” è iscritto al sindacato, ha interessi personali al di fuori dell’azienda, ha almeno una volta rivendicato un diritto. Naturalmente gli iscritti alla “lista nera” godono di un trattamento privilegiato: ultraflessibilità, cioè lavorano in media 9 ore settimanali distribuite in modo casuale nei vari giorni. Per concludere, caro Claudio, queste sono le condizioni che l’azienda per la quale anche tu lavori, SEAT Pagine Gialle, c’impone. Grazie dall’ 892424.
Postato da Umberto
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