DAL MONDO CATTOLICO AI SINDACATI
I VOLTI DELLA PROTESTA

Tutti i colori del dissenso Il popolo di Seattle sotto la Mole




Mercoledì 27 Giugno 2001

LAVORATORI e studenti. Esponenti del mondo cattolico e di organizzazioni laiche. Sindacati, partiti, pacifisti. E’ una galassia impossibile da inquadrare in schemi predefiniti, da etichettare in modo comune quella degli aderenti al Social forum nato sotto la Mole. Una galassia eterogenea per età e censo, per convinzioni politiche e religiose. Tutti, però, uniti da un unico obiettivo: «Contestare le decisioni di pochi che, chiusi nelle loro stanze dorate condizionano la vita di mezzo pianeta, riducono alla povertà milioni di persone, depredano l’ambiente, speculano sulla vita di tutti con il business più grande degli ultimi tempi: quello sugli organismi geneticamente manipolati». «Chi siede a questo tavolo ha capito perfettamente il valore della protesta civile. Migliaia di persone, in tutto il mondo, hanno preso coscienza delle questioni legate alle politiche di neo liberismo sfrenato dopo i fatti Seattle.

E il movimento si è andato via-via allargandosi sempre di più» dice Claudio Robba, esponente del collettivo universitario Spartaco, candidato al Senato studenti e tesserato ai giovani comunisti. Uno studente, insomma, come ce ne sono tanti all’interno di questo gruppo che ha fatto una sola uscita pubblica: sabato scorso con un sit-in davanti al consolato di Svezia. «Io a Goeteborg non c’ero - racconta ancora Claudio Robba - ma sono andato a Nizza. Doveva essere una dimostrazione pacifica. La polizia ha lanciato contro di me e contro tutti i manifestanti i lacrimogeni; la gente è stata travolta dalle cariche delle forse dell’ordine. E’ stata un’esperienza che mi ha convinto a non rinunciare mai a manifestare il mio dissenso».

E come lui, oggi, in questa sala dove il Social forum torinese ufficializza la sua nascita, ce ne sono tanti. C’è Luca Perrone che è stato in prima fila tantissime manifestazioni a Torino, specie quelle contro il centro di permanenza temporanea per extracomunitari in attesa di identificazione. Ci sono i portavoce del centro sociale «Gabrio», che ha aderito in toto al progetto del Forum. «Questi - spiega Andrea - sono argomenti nei quali la nostra struttura è impegnata da anni. La libertà di manifestare non ci può essere negata; faremo di tutto per sfilare nelle zone della città che ci sono state vietate. Tutto questo fermo restando che faremo sentire la nostra voce in modo civile».

Dai centri sociali alle organizzazioni sindacali. La Cgil figura nell’elenco degli aderenti al forum. «In strada, a Genova, dovrà esserci una massiccia presenza di lavoratori. I temi che affrontano gli 8 grandi riguardano tutti, e il sindacato deve essere pronto a portare in piazza quanta più gente è possibile. Spiegando finalità e motivi di questa mobilitazione» puntualizza Raffaello Renzacci. E accanto alla Cgil ci sono i Sincobas ed i Cobas del mondo della scuola. E ci sono i partiti. Barbara Ferusso, con i suoi 21 anni, e il telefonino suona continuamente prova a spiegare che la mobilitazione è una dimostrazione di civiltà. «Non è giusto che 8 persone decidano per tutti».

Altri teorizzano la delegittimazione del Vertice: «Perchè hanno così tanta paura di poca gente in piazza che la prossima riunione andranno a farla dall’altra parte del mondo. In un posto isolato, dove nessuno li può raggiungere. E questa sarà la nostra vittoria: la vittoria della volontà della gente su quella di pochi. Che si credono grandi, ma hanno terrore di ogni forma di dissenso. Così fanno di tutto per reprimerlo...». .