Com'è andato l'incontro tra Genoa Social Forum e governo
Ore 20 di giovedì 28 giugnoDue cose buone sono successe, secondo il racconto della delegazione del Genoa Social Forum, nell'incontro con i ministri Ruggiero e Scajola e che è durato oltre due ore. E' successo, ha detto Vittorio Agnoletto nella conferenza stampa affollatissima che ha seguito l'incontro alla Farnesina, che consideriamo una vittoria il fattop che i due ministri ci abbiano garantito la libertà di manifestare, un risultato che dobbiamo alla pressione e alla forza del movimento, ed è altrettanto positivo che i due ministri abbiano smentito le dichiarazioni di Fini, il vicepresidente del consiglio, sull'impiego a Genova dell'esercito: i militari, ci ha detto Scajola, saranno presenti solo all'aeroporto. Restano, però, fortissimi interrogativi e una grande distanza, tra il governo e il Gsf, su punti decisivi, l'accoglienza, le frontiere, la cosiddetta "zona gialla" e le stazioni ferroviarie e, di conseguenza, la possibilità di circolazione a Genova. Su questi punti, il confronto è rinviato a sabato prossimo, a Genova, dove vi sarà un incontro con prefetto, questore e capo della polizia. Sul primo punto, l'accoglienza, il Gsf chiede la zona e lo stadio di Marassi, il governo offre due stadi nella zona del Levante, lontanissima dal centro città. Sulle frontiere il governo ha un atteggiamento ambiguo: parla di sospendere il trattato di Schengen e fare "controlli" e "filtri" alle frontiere, assicurando allo stesso tempo che potranno arrivare a Genova coloro che vogliono manifestare pacificamente. Sulle stazioni, la richiesta è di tenere aperte Brignole o Principe, mentre, per strasferire il prevedibiel numero di manifestanti che arriveranno in treno dalla stazione che il governo offre, Nervi, ci vorrebbero duemila autobus navetta, cosa evidentemente impossibile. Il ministro Scajola ha anche detto, testualmente, che "la zona gialla non è un mito", lasciando intendere di voler trattare anche su questo, ma di non voler cancellare, come il Gsf chiede, questa vera e propria trappola. Probabilmente si vuole trattare sui percorsi dei cortei, derogando solo in parte dalla zona gialla. Quanto al ministro degli esteri, Ruggiero, si è presentato con un testo scritto, che vuole proporre come possibile terreno d'intesa sui contenuti, come ild ebito o il clima. Gli è stato fatto notare che lui, ex direttore del Wto, è tra i maggiori responsabili del tipo di globalizzazione che il Gsf combatte, e dunque una intesa è per lo meno improbabile.