|
Le
ultime sull'incontro con il governo
fonte: www.carta.org
La
testa gira?
Pierluigi
Sullo
Dunque,
un medico che si occupa di Aids, una studentessa genovese che frequenta
centri sociali, un sindacalista di quelli che secondo Cgil-Cisl-Uil
nemmeno esistono, un genovese di una associazione nata come "ricreativa"
(perché la politica la faceva il Partito), una giornalista-militante
che quando c'è una manifestazione è sempre incerta
se stare di qua o di là della "linea" dei poliziotti,
un comunista sebbene giovane e un libraio che tesse una rete lillipuziana,
insomma una strana brigata, incontra faccia a faccia il potentissimo
ex direttore del Wto e ministro degli esteri, e il neo-potente braccio
berlusconiano a capo di tutte le forze dell'ordine. Ragazzi,
c'è da farsi girare la testa. Compreso il capo dell'opposizione,
Rutelli, che dice che lui incontrerà l'"associazionismo
critico" (a patto naturalmente che sia "radicalmente contrario
alla violenza"), e compreso il presidente della camera dei
deputati, il quale, e tutti i giornali che fanno i ritratti dei
"leader"
Se uno si ferma per un momento, si siede e ci riflette, però,
magari gli viene in mente che la storia di questo paese è
fatta di ferocia occulta (in fondo, l'ultima bomba, quella al manifesto,
è del Natale scorso) e di ipocrisia palese (quale politico,
in Italia, non è disposto al "dialogo"?). Come
non si stanca di ripetere Vittorio Agnoletto, ormai mancano tre
settimane a Genova e ancora siamo ai preliminari, e sulle questioni
di sostanza non si sono fatti nemmeno dieci centimetri in avanti.
La morale, semplice, è che, essendo la politica quel che
sappiamo, ci sono tre cose che ogni movimento sociale sostanzioso
e sicuro di sé deve tenere a mente: non offrire il destro
a provocazioni; girare al largo e non farsi intrappolare in "dialoghi"
infiniti e inconcludenti; coltivare come bene supremo la propria
autonomia. E replicare, a chi con qualche fastidio dice "ma
insomma, qui non si parla di contenuti" che il "contenuto"
numero uno, la premessa di tutto, è il diritto di diffonderli,
discuterli, gridarli quando occorre, quei contenuti.
|